RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

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I LOVE TAXI NIGHT

Posted by filippobortolini su 13 maggio 2009

taxi

Scriveva qualche anno fa un giornalista della voce.info:
“C’è qualcosa di arcaico che impedisce di vedere il trasporto come un’attività propriamente industriale. Vince sempre una tendenza all’autoproduzione che viene forse da una cultura contadina della “roba” di verghiana memoria, non metabolizzata nella modernizzazione. Usiamo il mezzo di trasporto solo in quanto proprietari e poco come strumento di produzione di un servizio offerto sul mercato.
In Italia c’è il più alto tasso di motorizzazione europeo, due automobili per tre abitanti, e la più bassa propensione all’utilizzazione dell’automobile non proprietaria. Prendere una macchina a noleggio è un’operazione banale in molti paesi europei, mentre da noi è considerata una scelta di lusso.
Anche la legislazione ha cristallizzato questa mentalità della “roba”.

Infatti l’uso dell’automobile privata è libero, mentre l’uso collettivo è rigidamente bloccato dalle severe normative del cosiddetto trasporto in “conto terzi” e dello stesso noleggio.

Insomma, se voglio dare un passaggio ad un amico va tutto bene, ma se ci prendessi gusto e ne facessi un’attività economica incapperei nella severità della legge.”

Era il 2006 quando venivano scritte queste parole, ma quasi nulla è cambiato e l’offerta di trasporto è sempre più o meno la stessa, autobus (collettivo) e Taxi (individuale).
Molte amministrazioni stanno implementando buone pratiche per diffondere usi multipli dell’automobile, come il car-sharing, car-pooling, mobility manager, taxi collettivo, bus on demand, ma rimangono purtroppo esperienze di nicchia.
Mentre aspettiamo una rivoluzione nel settore dei trasporti dobbiamo fare i conti con la realtà, proponendo progetti che siano immediatamente realizabili come una profonda riforma della gestione di un serizio pubblico come i TAXI.
La Unica Filt-Cgil a febbraio 2009, attraverso una serie di complicati calcoli che tengono conto di prezzo di partenza, prezzo al km, tariffe orarie, ha stilato una classifica dei taxi più costosi d’Italia.
Milano, anche se altre organizzazioni di taxisti contestano questo dato, è quinta in Europa e peggio di noi fanno solo Basilea, Londra, Stoccolma e Amsterdam.
A Milano si calcola in 25,67 euro il costo teorico di un’ora e 98 centesimi il costo di un chilometro, per esempio a Madrid un’ora costa solo 18,10 euro, ed è la più economica d’Europa.
Continuando un’analisi generale dei servizi taxi ci scontriamo con i ‘numeri’ che sono facilmente confrontabili:
A Roma ci sono 2,1 taxi per ogni mille abitanti, contro i 9,5 di Barcellona, gli 8 di Londra, a New York il numero è ancora maggiore,e in alcune fasce orarie si arriva a punte di 16 auto ogni mille abitanti.
Eppure il sistema dei servizi pubblici di trasporto, bus + metro + tram + taxi, è uno degli elementi più qualificanti per una città che si considera a vocazione turistica o commerciale e comuque è uno degli indicatori del livello di qualità della vita a cui tutte le amministrazioni dovrebbero tendere.

Anche Bologna deve fare un salto di qualità
e non serve guardare particolarmente lontano; da qualche giorno (29/04/09) il Comune di Bari, l’associazione Nottetempo e i tassisti baresi della Nuova Cotaba e dell’Apulia Taxi, hanno presentato: “I love taxi night”.
L’iniziativa, che a partire dalla prima settimana di maggio ha aperto nuove possibilità di movimento per la vita notturna cittadina, consente ai baresi di prendere il taxi ad una tariffa ridotta e ricevere un rimborso nei ristoranti, pub e pizzerie che aderiscono all’accordo.


L’iniziativa ricalca un sistema già in voga in altre città europee come Berlino, che offre ai propri residenti e turisti, un sistema a prezzo fisso relativo alla lunghezza della percorrenza, 3 euro fino a 3 chilometri.

A Bari il la tariffa è più alta, ma comunque competitiva, infatti il costo della corsa per chi voglia raggiungere il centro senza utilizzare l’auto sarà di 8 euro per le chiamate provenienti dalla prima periferia e di 10 euro per i tragitti dalle periferie più estreme dell’area metropolitana.

Nei locali convenzionati ogni passeggero, presentando la ricevuta della corsa, potrà beneficiare di uno sconto di 1.50 euro su una consumazione da minimo 10 euro, di 2.50 euro se spenderà almeno 15 euro.

“I love taxi night” è finalizzata a limitare il traffico nel centro storico e comporta chiari vantaggi: per gli esercenti, che non perdono clienti per l’impossibilità di trovare parcheggio; per i tassisti, che vedranno ampliarsi il proprio bacino d’utenza; e, soprattutto, per tutti i cittadini che potranno comodamente raggiungere i luoghi di aggregazione sociale ad un prezzo concordato.
Mi sono piaciute particolarmente le parole scherzose di Michele Emiliano (l’ottimo Sindaco di Bari) che ha dichiarato di apprezzare molto il progetto, che interpreta con intelligenza i cambiamenti della sua città e confidando ai cronisti che: “quando si esce con un partner, non c’è migliore occasione per poterlo corteggiare come stando seduti fianco a fianco sul sedile posteriore di un taxi.”

I benefici che ne derivano sono molteplici a partire dalla qualità dell’aria, il minor impegno dei vigili urbani, ma anche una diminuzione delle contravvenzioni e dunque meno prelievi dalle tasche dei cittadini.
Questo è solo un esempio di un progetto che in qualche settimana si potrebbe realizzare anche anche a Bologna, ma ce ne sono altro che vorrei citare e come capita spesso in questo periodo si torna a parla di Barcellona.
Nella capitale catalana i taxi sono tanti e collegano ogni angolo della città in maniera egregia, ma soprattutto applicano tariffe veramente economiche.

Una corsa medio-breve costa 5 Euro, un prezzo accessibile sia per un singolo che per gruppi di persone (in 4 spederebbero 1,25 Euro a testa).

Mentre un viaggio medio-lungo di 15 minuti costa circa 10 euro. La ricetta è facile, più taxi e a prezzi più bassi, ma visto che in Italia una completa liberalizzazione delle licenze è ancora lontana, credo sia indispensabile introdurre sistemi di tarifazzione a prezzo fisso come a Bari e Berlino.

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Bologna Night Bus

Posted by filippobortolini su 11 maggio 2009

Bus

(un ringraziamento per le illustrazioni a Pietro Scarnera)

Dopo 3 anni di tentativi, grazie ad un pool di locali che pagheranno di tasca loro (Estragon, Locomotiv, Covo, Sottotetto e Scalo S.Donato) sarà disponibile un autobus notturno che collegherà questi locali al centro storico.
Sarà possibile quindi spostarsi tutta notte da un locale all’altro senza dover utilizzare l’auto, l’iniziativa è limitata a due soli sabati (9 e 16 maggio 2009) e questo ci fa ripiombare nella grigia normalità.
A Bologna infatti è praticamente impossibile assistere ad un avvenimento, uno spettacolo o più semplicemente bere un paio di birre e tornare a casa con i mezzi pubblici, nonostante in questi anni siano state inasprite le leggi contro chi guida in stato di ebrezza.
Già solo per questi semplici motivi è necessario realizzare un servizio di trasporto pubblico notturno più efficente, a pratire dalla zona urbana, ma immaginandolo anche come strumento di collegamento con i comuni litrofi al capoluogo come Casalecchio,San Lazzaro, Castel Maggiore, Granarolo, Castenaso, Zola Predosa e Anzola dell’Emilia.
Non serve un trasporto particolarmente frequente, basterebbe realizzare collegamentei prima di tutto certi con 2-3 corse durante la notte.
Bisogna seguire l’esempio delle altre città europee che per risolvere i problemi di mobilità, ma anche di disagio socilale ( evitando così la ghettizzazione delle periferie e dei centri minori), hanno messo a regime reti di trasporto pubblico full-time (24h/24h).
Fare una scelta chiara verso questa direzione potrebbe creare anche altri benefici per esempio nel campo degli affitti e nel costo delle abitazioni.
Prendiamo ad esempio lo studente “tipo” che cerca una sistemazione all’interno del centro storico o nelle immediate vicinanze, prima di tutto per comodità, ma anche perché non ha reali alternative di scelta, vista la carenza di collegamenti.
E’ innegabile infatti che abitare nel centro storico è molto gradevole, tutto è raggiungibile a piedi o in bicicletta, sia i divertimenti che i luoghi di studio ed è per questo motivo che gli affitti in queste zone rimangono molto alti.

Una rete di collegamento notturna inizierebbe per lo meno a dare una reale alternativa di scelta a tutti gli studenti (a Bologna sono 40.000 quelli domiciliati in città) e potrebbe anche risultare decisivo per risanare il drogatissimo mercato degli affitti bolognesi.

Nella pratica dovranno essere realizzate una serie di vere e proprie line notturne, che percorrano le direttrici delle maggiori linee urbane, mettendo in collegamento tutti i quartieri con il centro storico.
Infine per quanto riguarda i costi di gestioni questi potrebbero essere completamente coperti attraverso una attenta e mirata raccolta pubblicitaria di soggetti interessati a rimpire, internamente ed esternamente, di annunci questi mezzi pibblici notturni.
Si potrebbero utilizzare per esempio navette elettriche o ibride per abbassare i costi di gestione e utilizzare un biglietto speciale (magari a ½  prezzo).


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