RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Posts Tagged ‘mobilità’

Scriviamo al Signor Collina, Presidente di CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni)

Posted by filippobortolini su 26 gennaio 2012

 
Aderiamo all’iniziativa partita da facebook e invitiamo tutti i cittadini contrari alla costruzione della monorotaia, a scrivere una mail a Piero Collina, Presidente del CCC, che nonostante le 3700 firme raccolte in 20 giorni, ci ha definiti “quattro gatti”:

Da Repubblica on line del 14 gennaio:

Collina ricorda che “la decisione il Comune l’ha già presa” ed esorta quindi a passare alla fase operativa. Quanto alle contestazioni che si stanno muovendo in città nei confronti della navetta sopraelevata, dice: “Gli si dà una notorietà che probabilmente è superiore alla loro portata, perché qualche volta sono solo quattro gatti che contestano”.

Clicca per l’evento facebook

Scriviamo al Signor Collina, Presidente del CCC – Il Signor Collina considera che le contestazioni alla costruzione del People Mover siano mosse da solo quattro gatti. Mandiamo tutti una mail ogni giorno al suo indirizzo presidenza@ccc-acam.it e al ccc@ccc-acam.it con su scritto “Sono un gatto”, poi contiamoci su questa pagina, vediamo se siamo solo in quattro!

 
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No People Mover: Firme per una Istruttoria Pubblica

Posted by filippobortolini su 24 ottobre 2011

Una raccolta di 2.000 firme entro Natale, per ottenere dal Comune di Bologna un’istruttoria pubblica sul People mover.

E’ l’obiettivo del comitato che si batte contro il progetto di monorotaia stazione-aeroporto. Puo’ firmare, “su fogli autorizzati e protocollati dal Comune, come vuole la normativa sull’istruttoria”, chi ha compiuto 16 anni, residente e non, purche’ la sua attivita’ principale di studio o lavoro sia sotto le Due torri, spiegano i promotori dell’iniziativa oggi in conferenza stampa. L’obiettivo finale e’ “una valanga di firme che convinca la presidente del Consiglio comunale, entro due mesi dalla richiesta d’istruttoria, a convocare una seduta tematica aperto alla cittadinanza”.

La soluzione per collegare stazione centrale e aereoporto, spiega Vanni Pancaldi del comitato No People mover, “c’e’ gia’, si chiama Servizio ferroviario metropolitano”. E con l’istruttoria pubblica si vuole tentare “un’opera di sensibilizzazione sul tema, che in molti non conoscono, e di confronto con le istituzioni”. Anche perche’ non e’ solo una questione di quale mezzo di trasporto usare, ma “di 100 milioni di euro di nuove spese, in un momento di tagli al welfare “.

Gli attivisti del comitato, confermano poi la loro comunanza d’intenti con il movimento piemontese No Tav: “Si puo’ dire- aggiunge Lorenzo Alberghini, un altro attivista- che il People mover ha avuto la stessa genesi della Tav Torino-Lione”, o come lo definisce Pancaldi “una piccola Tav in salsa bolognese, nato quando la politica locale e’ stata travolta da un’orgia di sistemi”.

E ora “cittadini di associazioni diverse”, riuniti nel comitato, vogliono a far sapere che “non siamo contro, ma il nostro impegno e’ ‘per’. Le opere per il trasporto pubblico vanno fatte- dicono- perche’ in caso contrario a gennaio rischiamo di venire multati dall’Unione europea, che ha gia’ giudicato la nostra rete di trasporti ‘inefficiente'”.

Maddalena Piccolo, gia’ in prima linea nella battaglia anti-Civis, ricorda che “accanto all’Aeroporto passano tre linee ferroviarie, utilizzabili da subito”. In particolare, spiegano i contestatori del progetto, esistono due alternative all’opera: “Rendere maggiormente servita la stazione Bargellino, completare la stazione Sfm ‘Aeroporto’, distante poco meno di un chilometro dallo scalo, fino a utilizzare i binari sottorranei sotto la parte finale della pista d’atterraggio”.

Il comitato contesta anche “la massiccia partecipazione del pubblico al rischio d’impresa- riprende Alberghini- altro che opera a costo zero,la Regionela finanzia con 27 milioni di euro, che ovviamente sono sottratti alla costruzione di altre opere”. In piu’, “Atc, socio al 25%, dopo tre anni dovra’ salire al 75%, fino al 90% entro l’anno successivo, fino alla totalita’ nel 2020”. E inoltre, fanno sapere gli attivisti, “e’ stato stimato che i passeggeri potenziali che il People mover riuscira’ ad assorbire sono soltanto il 13-14% del totale”.

Non sfugge alle invettive degli attivisti neanche il primo cittadino, Virginio Merola: “Gli abbiamo scritto una lettera il 23 settembre- afferma Renzo Craighero- non ci ha ancora risposto”. Le domande pero’ restano: “Perche’ nessun privato si e’ presentato al primo bando del People Mover?”. Ora potrebbe entrarela Fieranella compagine di Marconi express, ma all’expo, ricordano dal comitato, “c’e’ una stazione ferroviaria inutilizzata”.

Sarebbero da capire anche gli esiti del “tentativo di coinvolgere Ratp” (il gruppo che gestisce le ferrovie metropolitane francesi, in particolare nella regione parigina) nel progetto.

da www.dire.it

 

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Pie’Veloci – 2011

Posted by filippobortolini su 12 settembre 2011

Un gioco urbano per ragazzi attraverso il centro storico di Bologna in bici, autobus e a piedi.

Piazza Re Enzo, Sabato 17 Settembre all’interno degli eventi promossi dal Comune di Bologna per i TDays, la pedonalizzazione del centro città. Un pomeriggio di gioco urbano a piedi, in bici e in bus. Pedala per la città, supera le prove, raccogli una storia, raccontacela e vinci una bicicletta mountain bike !!

L’urban game è gratuito e aperto a maggiorenni e minorenni, se accompagnati o con liberatoria firmata da un genitore. La prima partita inizierà alle ore 14,30 da piazza Re Enzo; l’ultima alle ore 17,30.

Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook (Piè Veloci – un gioco urbano a Bologna), l’hastag twitter, oppure il sito di Radiocittà Fujiko e Sottobosco.info, promotori dell’evento patrocinato dal Comune di Bologna e in collaborazione con ATC.

Per prenotarsi scrivi a: pieveloci @ gmail.com

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L’incredibile vicenda del Civis

Posted by filippobortolini su 21 gennaio 2011

di Filippo Bortolini (da ‘Terra’ – quotidiano ecologista – del 20-01-2011)
IL CASO. Deliberato a metà degli anni 90, il tram di Bologna, prima su rotaia e poi su gomma, è ancora un’opera incompiuta.

Bologna, ma più in generale in Italia, realizzare un’infrastruttura per la mobilità collettiva è sempre più complesso. Prima di tutto per la mancanza di investimenti economici continuativi e in secondo luogo per l’incapacità di molte amministrazioni e uffici pubblici di lavorare coordinati seguendo gli iter burocratici e realizzativi coerentemente e puntualmente. Anche il capoluogo emiliano non smentisce l’adagio appena enunciato. La realizzazione di un tram su rotaia deliberato a metà anni ’90, infatti, è diventata una chimera per non dire una barzelletta. è la storia del ‘Civis’, questo il nome del tram su gomma che prima o poi sfreccerà per le strade di Bologna.
 
Nel 1999 iniziarono i lavori per la realizzazione di una tramvia tradizionale su rotaia, fortemente voluta dai Verdi, ma ai primi cantieri gli inconvenienti legati al traffico fecero esplodere le proteste soprattutto nel mondo economico. L’allora neo Sindaco di centrodestra Giorgio Guazzaloca interruppe i lavori scegliendo di modificare la tecnologia, virando dal tram su rotaia verso un futuristico ‘tram su gomma’ e la scelta riscosse i plausi delle categorie economiche illuse dalla promessa che i cantieri sarebbero stati ‘leggeri e veloci’, non dovendo posare rotaie sul piano stradale. A 8 anni dal primo cantiere (1999), nel settembre 2007, dopo un’ulteriore variazione del percorso operata dal Sindaco Sergio Cofferati nel 2004, si aprirono i cantieri per la realizzazione del tram su gomma, ma proviamo a dare qualche numero di questo progetto partendo dalla parte economica.
 
Il costo dell’opera è di 182 milioni di euro: 120 milioni riguardano le opere civili (rifacimento di strade, marciapiedi, asfalti ed elettrificazione dell’intera tratta), i restanti 60 milioni per l’acquisto dei mezzi e le risorse economiche sono state così ripartite: 109 milioni dal Ministero dei Trasporti, 47,9 milioni da Atc s.p.a (l’azienda di trasporti locale), 18,3 milioni dal Comune di Bologna, 4,5 milioni dalla Regione Emilia-Romagna e 2,1 milioni dal Comune di San Lazzaro. La durata dei lavori prevista per la realizzazione dell’infrastruttura sarebbe di 1000 giorni, ma ad oggi non si è arrivati nemmeno al 50%. Il calvario per il ‘tram su gomma’ sembra quindi infinito e l’apertura a gennaio di un nuovo maxi cantiere ha riacceso la discussione.
 
Nessuno però, in questo periodo pre-elettorale, vuole prendersi la paternità dell’opera perché i problemi sembrano non finire mai e la ‘telenovela’ sembra destinata a durare ancora a lungo visti i problemi che quasi mensilmente la soprintendenza ai beni culturali e la magistratura cittadina riscontrano rispetto al progetto originale. Negli ultimi mesi addirittura è scoppiata la polemica relativa all’impatto del passaggio del ‘Civis’ nel centro storico e sulla stabilità del simbolo della città felsina, ovvero le due torri lambite dal tracciato del tram una discussione che rischia di paralizzare definitivamente l’opera. Indubbiamente, la strada per dotare le nostre città di nuove e funzionali infrastrutture utili alla mobilità alternativa alle automobili è davvero complessa e caotica, come dimostra l’emblematica e incredibile storia del ‘Civis’ di Bologna, ma non per questo bisogna demordere.

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