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Diritto di scelta e permesso subito per tutti i migranti fuggiti dalla Libia!

Posted by filippobortolini su 14 marzo 2012

Presidio sotto alla Prefettura per consegnare le forme della Petizione
Giovedì 15 marzo ore 17

Piazza Roosvelt Bologna, sotto alla Prefettura
Lo scorso anno sono arrivati in Italia 25 mila donne e uomini provenienti dalla Libia. Sono fuggiti perché la guerra contro il regime di Gheddafi ha reso la loro vita impossibile: sia chi ha perso il lavoro e ha visto la sua vita in pericolo, sia chi minacciato dalle forze anti-regime perché considerato mercenario, sia chi costretto a imbarcarsi dalle milizie governative. Arrivati a Lampedusa sono stati imbarcati nelle navi-Cie e poi smistati dalla Protezione Civile in vari centri/campi di accoglienza e di fatto costretti a fare richiesta di asilo.
Ancora oggi, a quasi un anno di distanza, non conoscono il loro destino, e restano parcheggiati in strutture come Prati di Caprara, Villa Aldini o Milliario.
Provengono dalla Libia ma sono originari di altri paesi, Ghana, Mali, Nigeria, Pakistan, Bangladesh…
Le commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale non potranno concedere loro lo status di rifugiati se saranno considerate solo le loro storie nel paese d’origine e non anche le cause di fuga dalla guerra in Libia. Il diniego della richiesta per asilo – che il Ministro Maroni aveva preannunciato per circa il 70% di loro – li consegnerà alla clandestinità e allo sfruttamento.
Per questo con la campagna “Diritto di scelta” abbiamo chiesto che sia riconosciuto il loro diritto di scegliere dove vivere, di restare nel paese in cui si sono rifugiati, attraverso il rilascio di un permesso per motivi umanitari che garantisca loro la permanenza regolare e degna nel nostro paese.
Diversamente, sarebbero abbandonati alla clandestinità, imprigionati nella spirale irregolarità-sfruttamento-repressione. Crediamo che eliminare i diritti di alcuni significhi eliminare i diritti di tutti ed e’ per questo che la loro sfida e’ anche la nostra, quella per il diritto di scegliere del proprio futuro.
Giovedì 15 marzo alle ore 17 saremo insieme a loro, sotto alla Prefettura in Piazza Roosvelt, per chiedere al Prefetto di Bologna che trasmetta al Ministero dell’Interno la richiesta di rilasciare da subito un permesso di soggiorno affinché possa essere restituita dignità a queste persone, fuggite per salvarsi da una guerra che il nostro paese ha condotto.
Invitiamo cittadine/i, operatori delle cooperative che gestiscono le strutture, associazioni, collettivi, enti locali e tutti i firmatari della campagna Diritto di scelta, a sostenere la loro richiesta, partecipando al presidio
Per il diritto di scelta
Per il rilascio dei permessi umanitari
Per la fine dei respingimenti
Per una nuova carta dell’accoglienza
Sportello Migranti TPO, Scuola di Italiano con i Migranti Kalima, Rete Welcome
tpo@mail.com

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Campagna: Adotta un kit della dignita’

Posted by filippobortolini su 11 ottobre 2011

Proroga del permesso  di soggiorno art.20, conferenzaI risultati della campagna promossa dalla Ass. ‘Ya Basta’ e Al-Sirat a Bologna

Questa mattina le associazioni Ya Basta! E Al-Sirat insieme a quaranta cittadini tunisini hanno presentato i risultati della campagna Dignità non clandestinità sul diritto al soggiorno dei cittadini tunisini.
In meno di una settimana la campagna ha raccolto adesioni e fondi da parte di associazioni, centri sociali, partiti e singoli cittadini, dimostrando che è forte e generosa quella parte di città che rifiuta le politiche razziste ed emergenziali. Oltre 20 realtà cittadine adottando un kit della dignità hanno chiesto garanzie di trasparenza e legalità contro la minaccia di abbandonare nell’irregolarità queste persone e si sono dichiarate disponibili a garantire l’accesso alla procedura di rinnovo del permesso.
Solo a ridosso delle scadenze il Governo ha comunicato la propria volontà a prorogare i permessi di soggiorno. Il decreto del Consiglio dei Ministri del 6 ottobre scorso ha infatti prorogato la validità del permesso di soggiorno per motivi umanitarià per i cittadini tunisini arrivati da Lampedusa entro il 6 aprile, contestualmente è stato prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2012.
Sulla decisione ha sicuramente pesato la difficoltà del Governo di gestire militarmente e sostenere economicamente la politica di confinamento attuata da mesi contro i migranti dalla Tunisia, il cui apice è stato visto con la detenzione di 700 migranti tunisini sulle navi-cie ormeggiate tra Sicilia e Sardegna (con un costo giornaliero di 90mila euro). Il decreto, che ancora una volta arriva senza una condivisione con Enti Locali e Regioni, sembra piuttosto corrispondere ad un’operazione di baratto con il Governo di transizione tunisino per proseguire le operazioni di repressione e respingimento dell’immigrazione dalla Tunisia. Non a caso il Ministero dell’Interno annuncia il successo degli accordi con il Governo tunisino, che dal 5 aprile ad oggi hanno reso possibili 3385 rimpatri.

Per questi motivi le associazioni sostengono che l’attenzione sollevata dalla campagna “Dignità non clandestinità” sia ancora necessaria, individuando nuove forme e nuovi obiettivi, concentrandosi sull’accesso ai diritti previsto dal titolo di soggiorno. Restano aperte infatti le questioni relative all’alloggio, alla salute, al lavoro.
Il rischio è infatti che altri sei mesi trascorrano come i precedenti, ossia con un permesso di soggiorno svuotato di garanzie e tutele, nell’impossibilità di sviluppare percorsi di autonomia.
Come procedere in vista di aprile 2012 quando scadranno nuovamente i permessi di soggiorno? La risposta della campagna è che cessi la competenza alla Protezione Civile, che sia potenziato lo Sprar, che siano implementati i corsi di lingua italiana e previsto un orientamento al lavo, che siano dae indicazioni precise a tutti gli uffici ed agenzie rispetto la possibilità di assunzione e che sia garantito l’accesso all’assistenza sanitaria con iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale anziché tesserino STP o PSU (come accade invece nell’accogliente Emilia Romagna).

Le associazioni hanno poi denunciato la condizione di richiedenti asilo forzati dei migranti fuggiti dalla guerra in Libia e costretti a presentare la domanda di asilo: lo scorso agosto il Ministro Maroni ha annunciato che il 70% di loro sono destinati a ricevere il diniego della protezione internazionale e ad essere espulsi. Le associazioni hanno chiesto ancora una volta che he venga subito rilasciato a tutti i migranti provenienti dalla Libia un permesso per protezione umanitaria a prescindere dall’esito della valutazione della Commissione Asilo.

Hanno sostenuto la campagna:

Valerio Evangelisti

Carlo Lucarelli

Centro Sociale TPO

Centro sociale XM24

Collettivo Banda Radio

Palestra Popolare del TPO

Squadra di calcio TPO Hic Sunt Leones

Scuola di Italiano per Migranti del TPO

Collettivo universitario SADIR

Educatori uniti contro i tagli

Radio Città Fujiko

Radio Kairos

Associazione Terres des Hommes

Federazione dei Verdi di Bologna

Partito provinciale Rifondazione Comunista

Gruppo Regionale Federazione della Sinistra

Ong Cestas

Drogheria 53

Nuova Rivista Letteraria

UISP Provincia di Bologna

Centro Lavoratori Stranieri CGIL Bologna

Associazione Antigone Emilia Romagna

Associazione Sokos

da: http://www.meltingpot.com

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