RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

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La ‘Costituente Ecologista’ lancia un appello per le rinnovabili

Posted by filippobortolini su 1 marzo 2011

In questa settimana si decidono le sorti del fotovoltaico e dell’eolico in Italia,  on l’approvazione in Consiglio dei ministri di una legge che di fatto chiude tutti e due i settori industriali e mette in seria difficoltà anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto delle case private.

Il settore chiede la solidarietà di tutti quelli che pensano che le rinnovabili siano una risposta alla crisi energetica, alla dipendenza dal petrolio e dal gas libico e  una risposta al’effetto serra. E chiede che
si mandi una lettera (quella che segue) alla presidenza del consilgio e a vari ministeri (indirizza mail in basso) per tentare di scongiurare questa morte per decreto di uno dei pochi comparti produttivi che in questi ultimi anni ha funzionato nel paese.
Leggete, inviate e diffondete.
On. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Ministro dello Sviluppo Economico
On. Ministro dell’ambiente, della tutela della natura e del mare
On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali

In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa  altre 100.000 persone sarà colpito. E’ un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E’ quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all’interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.
Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.

A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l’eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 120.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico, e 160 mila famiglie italiane che non potranno diventare indipendenti sul piano energetico.

In queste condizioni  un’industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.

Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l’ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l’opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l’eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo?

Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.
La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

I Verdi, e gli ecologisti, i cittadini, le imprese, confidano nel senso di responsabilità del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche.

Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell’incertezza.”

Saluti 100% Rinnovabili

Segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it, Saglia.segreteria@sviluppoeconomico.gov.it, Segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it, Ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it,

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Quinta puntata per “Respirare Bologna”: Cooperativa Agriverde, fare una spesa Bio e socialmente utile direttamente da casa

Posted by filippobortolini su 21 novembre 2009

(nella foto mi complimento con Agriverde per la spesa che ho ricevuto direttamente a casa.  Dall’orto questa settimana arriva la varietà di zucche a trombetta di Albenga e ovviamente non ce le siamo fatte scappare)

Nuovo appuntamento con ‘Respirare Bologna’ (lunedì 23 novembre, dalle 19-19,45 sui 103.1 FM di RadioCittàFujiko) dove  cercheremo di superare la dicotomia, ancora molto diffusa, biologico-costoso.

Ne parleremo con Raphael Decerf il vicepresidente della cooperativa Agriverde di San Lazzaro di Savena, che ci  racconterà l’esperienza di questa cooperativa bolognese che opera da oltre vent’anni nel mondo del biologico e  dei servizi sociali.

Agriverde ha sede nella storica Villa Seminario  e dal 1986  pratica la così detta Horticultural Therapy, termine anglosassone di facile comprensioneterapia orticolturale, la quale tratta l’uso attivo e/o passivo, dell’orticoltura, del giardinaggio e degli ambienti naturali per promuovere nelle persone la salute, il benessere e il recupero psico-fisico.  In altri paesi esistonogià  veri e propri corsi universitari per formare giovani da inserire nelle strutture sanitarie, spesso organizzate in associazioni no profit.

Raphael Decerf infine ci illustrerà come i servizi dell’allora USL di zona, decisero di offrifre alle persone in una situazione di svantaggio sociale, una tipologia lavorativa legata  al territorio ancora in parte rurale.  Venne scelta l’attività agricola e il giardinaggio, ma per motivi più legati alla contrattualistica alla fiscalità e alla disponibilità di personale con una formazione specifica in grado di sostenere sul lavoro i futuri utenti dei servizi.

Oggi come allora Agriverde è un insieme di giardinieri, ortolani, educatori, pazienti psichiatrici che lavorarono insieme confrontandosi con il mercato  e la complessità dell’agricoltura e del giardinaggio. Il passare degli anni ha fatto scoprire anche agli operatori italiani il valore di questa attività, partendo dai benefici dovuti all’esercizio fisico come una operosità utile per riprendere confidenza dopo un incidente o una malattia. E in un secondo momento scomprendo l’importanza di offrire non solo un supporto all’attività sanitaria, ma anche una passione, un mestiere,  fatto di soddisfazione nel riuscire in una coltivazione e nella manutenzione di un giardino.

Ultimo aspetto che tratteremo riguarderà il servizio di spesa via internet che Agriverde pratica già da qualche anno e la particolarità del lavoro dedicato al recupero delle cosiddette sementi dimenticate.

Info : Agriverde coop. sociale (via seminario – San lazzaro di Savena -Bo)tel 051-625 13 14 ; Fax 051-625 13 52    Email: info@coopagriverde.it www.agriverde.it (sito in costruzione)Attività:Agricoltura con metodi biologici certificati A.I.A.B, produzione e commercializzazione di piante ornamentali, impiantistica e manutenzione di aree verdi pubbliche e private, percorsi individuali di formazione e riabilitazione per persone svantaggiate.

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