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Al Gore in un’intervista su Current Tv: «Sull’ambiente Italia e Usa imparino dai Paesi scandinavi»

Posted by filippobortolini su 15 dicembre 2009

Al Gore non parlerà più a Copenaghen durante il prossimo fine settimana, vista la ormai certa sovrapposizione tra la sua conferenza e le riunioni dei ministri che tra giovedì e venerdì dovranno tirare le fila delle due settimane di riunioni. L’arrivo nella capitale danese dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America, oggi paladino degli ecologisti americani, è stato però trionfale e più simile allo sbarco di una rock star che ad un politico, ma soprattutto ha messo in guardia i delegati alla conferenza organizzata dalle Nazioni Unite sostenendo che il cambiamento climatico è già in atto e che la calotta polare artica potrebbe scomparire (nel periodo estivo), già tra 5 o 7 anni.

I dati presentati dal premio Nobel in anteprima ai ministri degli esteri di Danimarca e Norvegia,  mostrano chiaramente che quello del polo nord,  definito come «profondo nord», è secondo Gore una delle aree più a rischio del pianeta, dove le temperature sono salite al doppio della velocità rispetto alla media planetaria. Gore però farà sentire comunque la sua voce attraverso la trasmissione di una nuova intervista sulla sua televisione via cavo ‘Current TV’ (mercoledì 16 dicembre alle 21.10 – canale 130 di Sky), ma leggiamone qualche anticipazione:

Gore: «Il massimo che possiamo ottenere politicamente è comunque meno del minimo necessario». Pessimista, dunque? Gore: «No. Negli Stati Uniti c’è un detto: prima di correre impara a camminare».

Continua Gore: «Il mondo sta cercando di mettere a punto un trattato» per ridurre i livelli di inquinamento, spiega Gore: «Finora non ci siamo riusciti e la ragione è che gli Stati Uniti, la maggiore economia mondiale e uno dei due Paesi che inquina di più, non ha ancora voluto approvare una legge. Ma adesso ci siamo vicini».

E cosa ci si può aspettare dal vertice di Copenaghen? Gore: «Probabilmente produrrà soltanto un accordo politico, che però potrebbe essere molto significativo, perché parteciperanno molti capi di Stato, e anche perché molti Paesi stanno iniziando ad accettare disposizioni vincolanti nelle loro legislazioni nazionali».

Poi Gore arriva anche a parlare dell’Italia : «Io parlerei dell’Italia e degli Stati Uniti assieme. Entrambi i nostri Paesi sono stati così dipendenti da petrolio e carbone che siamo stati lenti ad adattarci alla nuova situazione. I Paesi scandinavi fanno bene un sacco di cose, forse perché le loro società si sono sviluppate in una regione così fredda, hanno un’etica diversa del lavoro. Ora però dobbiamo fare tutti bene come loro, perché il futuro della civiltà mondiale dipende da uno sforzo globale per ridurre drasticamente l’inquinamento che porta al riscaldamento globale, nello sviluppo di fonti rinnovabili di energia, nell’agricoltura sostenibile e nella riduzione della deforestazione». Quali sono i rischi, altrimenti? «È una situazione senza precedenti, diversa da qualsiasi altra nella storia dell’umanità. La gente spesso confonde una cosa che non è mai successa con qualcosa d’improbabile. Ma le eccezioni possono ucciderci, e questa è l’eccezione maggiore».

Guarda qui una anteprima dell’intervista – VIDEO

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