RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Posts Tagged ‘costituente ecologista’

L’Italia merita di più! Nasce la rete federata degli Ecologisti e Civici

Posted by filippobortolini su 20 maggio 2011

Roma, 21/22 maggio 2011 – Il Programma delle giornate

Sabato 21 Maggio

STARHOTELS METROPOLE – Via Principe Amedeo 3 – 00185 Roma


Sessioni Programmatiche

Ore 14.00 Apertura

Ore 14.15/15.00 Relazioni Introduttive

Giuliano Tallone/Claudia Bettiol
Appello “Io Cambio”

Michele Dotti
Appello “Abbiamo un Sogno”

Angelo Bonelli/Cristina Morelli
Federazione nazionale dei Verdi

Marco Boschini
Sindaci della Buona Amministrazione

Saluto di Stefano Leoni
Presidente nazionale del WWF
Ore 15.00 Sessioni programmatiche: Le proposte per CAMBIARE l’Italia

Sala 1

15.30/17.30 Green Economy. La necessità storica di andare oltre finanza e PIL: economia ecologica e solidale, indicatori di benessere e innovazione energetica. Il debito pubblico e le politiche monetarie. Nuovi lavori. Formazione, Ricerca e Innovazione. Beni Comuni.

Oggi la vera sfida, rivolta alle nuove generazioni, è quella di riconvertire l’economia in una direzione più equa, più sostenibile e che consenta una redistribuzione delle risorse naturali ed economiche a livello nazionale e mondiale. L’obiettivo è quello di un riequilibrio tra nord e sud del mondo, che promuova un miglioramento delle condizioni di vita per tutti.
Per questo occorre un nuovo paradigma, fondato sulla riscoperta dei beni comuni (the Commons), su cui misurare le politiche e i percorsi di civiltà, puntando a condividere la fruizione delle risorse comuni – naturali e culturali – e preservarne la capacità di rigenerazione. Si tratta di elaborare scenari economico-finanziari che consentano di preservare risorse per le generazioni future, di attivare meccanismi virtuosi e di incrementare il lavoro indirizzando le imprese verso una reale sostenibilità. In questa sessione si affronteranno i temi delle nuove relazioni industriali, dei green jobs, dei nuovi indicatori del PIL, della contabilità ambientale, della finanza etica, della formazione, dell’innovazione e della ricerca, della nuova fiscalità.

Il modello di sviluppo attuale basato sull’utopia di una crescita infinita, nato con la rivoluzione industriale e continuato con l’affermarsi dell’ultra-liberismo economico, si scontra oggi con i limiti imposti dalla biosfera. Il crescente squilibrio nella distribuzione della ricchezza oggi causa non solo flussi migratori inarrestabili tra nord e sud del mondo, ma anche tensioni sociali tra i cittadini diseguali all’interno di una stessa nazione. E’ necessaria la costruzione di un nuovo paradigma culturale e produttivo che punti a creare nuova occupazione -promuovendo da una parte rispetto dei diritti e dignità e dall’altra efficienza energetica e sana competitività – nella preservazione delle risorse per le generazioni future. La gestione dei flussi di materia ed energia che entrano nei cicli di produzione e consumo va dosata sulle capacità di rigenerazione degli ecosistemi e improntata alla chiusura dei cicli. In maniera simile, al fine di evitare la creazione di bolle finanziarie alimentate dalla creazione ed espansione del debito, vanno riformate le politiche monetarie ancorandole a parametri biofisici e inserendo, anche all’interno delle politiche fiscali e di valutazione del benessere della popolazione, opportune correzioni che tengano conto dell’impatto ambientale delle attività antropiche e della reale prosperità del sistema paese.

Partecipano: Antonio Tricarico (CRBM), Dario Tamburrano (ASPO Italia), Claudia Bettiol (Ingegnere e sociologo), Luana Zanella (già deputataVerdi), Francesco Alemanni (Costituente ecologista),Marco Gisotti (Modus Vivendi), Fabio Salviato (Fondatore Banca Etica), Natale Ripamonti (già senatore Verdi), Pierluigi Paoletti (Arcipelago SCEC), Giuseppe Carpentieri (direttivo MDF), Michele De Palma (Uniti contro la crisi), Debora Billi (Blogger), Delfina Rossi (FYEG)

17.30/19.30 Politiche Energetiche e Cambiamenti Climatici. L’energia come bene comune e la “democratizzazione energetica” come diritto naturale. Rinnovabili, efficienza energetica e Smart Grids. I Cambiamenti Climatici. La chiusura dei cicli produttivi e Rifiuti zero.

L’energia è diventata una questione cruciale per la società, l’ambiente e le imprese. Il picco del petrolio, l’effetto serra e la strategicità delle risorse la pongono al centro sia del dibattito nell’opinione pubblica, sia della politica, poiché ogni scelta in materia ha, e avrà sempre di più riflessi importanti sulla pace, sulle condizioni di vita dei popoli, sull’ecosistema, sulla salute pubblica e sulle dinamiche sociali. E’ in realtà la questione fondante che garantisce la libertà, indipendenza e prosperità di una nazione e di una comunità locale. Pertanto non è più possibile lasciare questo importante settore in mano alle “decisioni spontanee” di gruppi d’interesse e i cittadini sempre di più si pongono il problema di essere attori attivi e responsabili, rivendicando il diritto-dovere alla gestione di questo che è ormai da considerare un bene comune e non una risorsa privata. Un aspetto importante della questione energetica è quello legato alle tecnologie e al ruolo della scienza in stretta connessione con gli aspetti decisioni. Da un lato, infatti, il apporto con la tecnologia è essenziale per superare le difficoltà di oggi, conservando la qualità della vita nei paesi occidentali, andando incontro alle legittime aspirazioni dei Pvs, ma dall’altro il mondo della tecnologia deve aprirsi sempre più alle esigenze dei cittadini introducendo con forza elementi sociali nel dibattito e affrontando le tematiche energetiche con un approccio interdisciplinare aperto anche alle scienze umane. Questo aspetto è fondamentale già ora, perché ora siamo nella fase di transizione da un modello energetico insostenibile basato sui fossili a quello che dovrebbe vedere la centralità delle rinnovabili. Si tratta di una discussione di grande importanza anche perché sarà necessario tradurre in proposte pratiche e concrete, da offrire ai cittadini, agli amministratori locali e al mondo della politica, che possano produrre soluzioni sia sotto al profilo ambientale, sia dal punto di vista dell’economia, innescando un circolo virtuoso tra il mondo dell’energia e quello dell’industria e del lavoro. Altrettanto fondamentale sotto al profilo della sostenibilità è la gestione del ciclo di vita dei beni e quindi dei rifiuti. Un approccio complessivo a questo problema deve partire dall’inizio e dalla fine del ciclo, quindi massima salvaguardia delle materie prime di ogni tipo e massima ottimizzazione dei rifiuti. È necessario trovare, quindi, le soluzioni per scindere il rapporto tra plusvalenza economica e produzione dei rifiuti, ribaltando l’approccio utilizzato fino a ora, nel quale tutte le parti del ciclo di vita dei beni, anche quelle negative per la società e l’ambiente, sono connesse agli indicatori economici. In questa sessione, quindi, si discuteranno i temi delle Rinnovabili, del no al nucleare, delle Smart Grids, della generazione diffusa, delle 3R (riduzione, riciclo, riuso) e delle emissioni di carbonio.

Partecipano: Sergio Ferraris (Direttore Qualenergia), Pinuccia Montanari (Assessore Comune di Genova), Claudia Bettiol (Ingegnere e sociologo), Erasmo Venosi (Esperto in energia), Massimo Scalia (Docente Universitario), Antonio Zecca (Docente Universitario),Roberto Cavallo (Esperto di riduzione e strategie LAC), Mauro Spagnolo (Rinnovabili.it, Lorenzo Bagnacani (Green Vision Ambiente), Maria Grazia Midulla (WWF), Massimo Sapienza (Assoenergie), Stefano Cordiner (Energy Manager Università di Tor Vergata) Antonella Pellegrini (9Ren) Angelo Consoli (Fondazione Jeremy Rifkin) Aldo Iacomelli (CIRPS)

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Sala 2

15.30/17.30 Post Carbon Cities. Urbanistica per la qualità della vita, il diritto alla casa, la libertà di movimento. Beni culturali, il paesaggio, il territorio agricolo e la città come Beni comuni.

Progettare città ecologiche, significa interessarsi del benessere e della salute del 50% della popolazione mondiale. Pensare la città come Bene comune, tutelare i Beni storici e artistici, gli spazi pubblici e il paesaggio del nostro Paese, conservare il territorio agricolo, mantiene l’orizzonte di appartenenza che fonda l’identità individuale e collettiva di un popolo e garantisce la coesione sociale.

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Conclave Ecologista a Bologna

Posted by filippobortolini su 15 gennaio 2011

AUTOCONVOCAZIONE INCONTRO 29-30 GENNAIO 2011 Bologna, piazza Verdi n.2, La Scuderia (in pieno centrocittà)

Per un’ aggregazione politica ispirata a criteri di sostenibilità ambientale, equità sociale, partecipazione democratica.

A tutti i movimenti e le reti interessate ad un progetto di aggregazione politica ispirata a criteri di sostenibilità ambientale, equità sociale, partecipazione democratica.

Care Amiche e Cari Amici, Da alcuni mesi molte persone, associazioni e reti composti da donne e uomini di buona volontà stanno lavorando al sogno di costruire un processo costituente che raggruppi tutti i soggetti che vogliono portare il respiro della società civile nelle rappresentanze e nei luoghi della decisione, superando i limiti del sistema partitico attuale, con una visione ecologista, civica, democratica e sociale costruita dal basso.

Ci sono stati diversi appuntamenti importanti in varie città d’Italia che hanno cercato di coagulare tali sforzi e che hanno portato centinaia di realtà a conoscersi e confrontarsi, gettando le basi, a nostro avviso, per l’avvio di un processo unitario aperto, inclusivo e partecipato al quale tutti coloro che intendono partecipare sono invitati a dare un contributo attivo. Le cose si stanno muovendo, in modo magari magmatico e incoerente, ma si stanno muovendo.

Perciò vogliamo invitare tutti gli uomini e le donne di buona volontà, rappresentanti di associazioni, comitati e reti locali e nazionali, ad “autoconvocarsi” e ritrovarsi, tutti insieme, per discutere i percorsi da seguire per costruire il nuovo soggetto politico in maniera partecipata e condivisa. Sappiamo che per giungere ad un’aggregazione politica non basta la condivisione di alcune grandi affermazioni di principio, ma serve anche una certa chiarezza sulle politiche economiche e sociali da perseguire nel breve e lungo periodo, oltre alle modalità di fare politica e alle regole da darsi per evitare di ricadere nella vecchia politica dominata da caste.

La sfida è come costruire questo percorso in maniera da permettere a tutti di esprimersi e di poter capire con chiarezza le posizioni degli altri in modo da evitare egemonie ed equivoci che sono l’anticamera della disgregazione. I modi per realizzare questo processo partecipativo sono vari e già mentre preparavamo questo invito sono emerse varie proposte che però vorremmo discutere con tutti voi.

Pertanto proponiamo di incontrarci il 29 e 30 gennaio in luogo ancora da individuare, ma scelto in una posizione geografica centrale. Precisiamo che i firmatari del presente invito non hanno nessun altro ruolo se non quello di promotori all’autoconvocazione di questo “conclave” di avvio del processo costituente.

Cari saluti a tutti e tutte.

Per adesioni e riferimenti logistici contattare i soggetti che hanno dato le prime adesioni in ordine alfabetico:

Abbiamo un Sogno, referente Marco Boschini: e-mail marcoboschini@alice.it.

Centro Nuovo Modello di Sviluppo, referente Francuccio Gesualdi: email coord@cnms.it

Costituente Ecologista, referente Giuliano Tallone, email: giulianotallone@tin.it

Gruppo delle Cinque Terre, referente Maurizio Di Gregorio, email: ecoconclave@gmail.com

 E… (l’elenco è liberamente aperto a tutti i movimenti che vorranno aderire)

http://www.abbiamounsogno.it/

 http://www.cnms.it/

http://www.costituentecologista.it/

http://www.gruppocinqueterre.it/

Programma:

SABATO 29 GENNAIO ore 11 – 13: apertura lavori e presentazione progetti dei copromotori ore 13 – 14,15: pausa pranzo ore 14,15 – 16: presentazione progetti e proposte gruppi di lavoro ore 16 – 20: commissioni/gruppi di lavoro ore 20-21.30: pausa cena ore 21.30-24: relazioni lavori di commissione

DOMENICA 30 GENNAIO ore 9,30 – 13: dibattito generale ore 14,15 – 17,15: dibattito e fine lavori

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The Greenway – 18 novembre a Roma

Posted by filippobortolini su 14 novembre 2010

Un nuovo capitolo del percorso ecologista in Italia, arriva a Roma Daniel Cohn Bendit, storico leader del mondo ambientalista francese, per raccontare il percorso di ‘Europe Ecologie’ nel paese transalpino, sicuramente l’esperienze ecologista più interessante del momento in Europa.

Sarà possibile, visto il grande numero di personalità invitate, fare un primo bilancio dell’avvio della costituente ecologista italiana e noi di RadioCittàFujiko saremo li per raccontarvelo.

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L’audio integrale del I° Meeting della Costituente ecologista Italiana

Posted by filippobortolini su 22 ottobre 2010

Ringraziando come sempre Radio Radicale per il servizio insostituibile di libera informazione potrete ascoltare integralmente i lavori della due giorni bolognese della costituente ecologista italiana.

LA PRIMA GIORNATA

LA SECONDA GIORNATA

Buon Ascolto!

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Giobbe Covatta per ‘Io cambio’

Posted by filippobortolini su 11 ottobre 2010

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Mario Tozzi per ‘Io cambio’

Posted by filippobortolini su 30 settembre 2010

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L’audio integrale di ‘IO CAMBIO’

Posted by filippobortolini su 27 settembre 2010

Ringraziando come sempre Radio Radicale per il servizio insostituibile di libera informazione –  QUI potrete trovare l’audio integrale della conferenza stampa dove hanno preso parola i tanti soggetti firmatari dell’appello per la nascita di un soggetto ecologista anche in Italia.

Buon Ascolto!

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Io Cambio!

Posted by filippobortolini su 24 settembre 2010

Parte il processo per costruire una moderna aggregazione politico-ecologista sul modello di ‘Europe Ecologie’ in Francia e dei Verdi tedeschi. Venerdì 24 settembre alle ore 11,30 a Roma presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, nel corso di una conferenza stampa, presentazione dell’appello ‘IO CAMBIO, DECIDERE IL FUTURO’ per la COSTITUENTE ECOLOGISTA, sottoscritto da personalità del mondo dell’ambientalismo, della cultura, delle associazioni, dei movimenti, della società civile, della ricerca e dell’università e dello spettacolo.

Alla Conferenza stampa interverranno diversi firmatari dell’appello fra cui: MARIO TOZZI (Ricercatore, Comunicatore), GIOBBE COVATTA (Attore), ANGELO BONELLI (Presidente dei Verdi), STEFANO LEONI (ambientalista), GIULIANO TALLONE (Presidente LIPU), DOMENICO FINIGUERRA (Sindaco Cassinetta, Movimento Stop Consumo Suolo), VIOLANTE PALLAVICINO (giornalista), CLAUDIA BETTIOL (Docente Universitaria, filosofa), LAURA CIACCI (ambientalista) e molti altri.

Decidere il futuro
Appello per una costituente ecologista, civica e democratica

Noi che amiamo profondamente l’Italia e abbiamo a cuore il futuro dell’Europa e dell’intero nostro Pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo.

Pensiamo ad una ricostruzione politica, ideale e morale del nostro paese, per cui l’interesse generale prevalga sulla proliferazione degli interessi individuali, di clan e corporazione, gli stessi che favoriscono la ripresa della corruzione. Il patto civile, per noi, si fonda sul rispetto degli altri e della legge, sulla solidarietà e sul senso di responsabilità, sulla partecipazione e sull’ecologia della politica. Provvedimenti che legalizzano le immoralità e le illegalità sono inaccettabili in un paese civile e democratico.

Il contrasto ai cambiamenti climatici, alla grave compromissione degli ecosistemi e alla povertà sociale, fenomeni strettamente connessi, deve rappresentare la priorità dell’azione di ogni governo, a livello locale, nazionale ed europeo, attraverso politiche coraggiose e innovative, capaci di realizzare una svolta profonda e di assicurare un futuro anche alle generazioni che verranno dopo di noi. Già oggi, per noi stessi, questa svolta è ineludibile: è nell’arco della nostra stessa vita, infatti, che la crisi ecologica può farsi insostenibile.

L’ambiente, la società e i cittadini pagano pesantemente lo sfaldamento selvaggio della struttura dello Stato e delle istituzioni democratiche. Il federalismo demaniale non è nient’altro che una grande speculazione edilizia e immobiliare fatta ai danni del patrimonio pubblico, con un ambiente sempre più dissestato e inquinato, con un paesaggio sempre più imbruttito da cemento e asfalto. Tutto ciò mette gravemente in pericolo l’agricoltura di qualità, il turismo, i beni artistici, ambientali e soprattutto la salute degli italiani e il futuro del lavoro nel nostro Paese.

La responsabilità verso l’intero Pianeta, e in particolare verso l’Italia e l’Europa, è alla base del nostro impegno. Va cambiato l’attuale modello di sviluppo economico e di consumi, responsabile dei cambiamenti climatici e globali in atto, basato sull’uso delle fonti fossili e su un consumo senza limiti delle risorse naturali, su produzioni intensive animali, che ha generato e genera nella Terra povertà, squilibri e guerre. Va superato il P.i.l. con nuovi indicatori che sappiano valutare lo sviluppo prima di tutto in termini di benessere sociale e ambientale che non consideri i cittadini semplici consumatori bensì dei soggetti portatori di diritti e capaci di responsabilità.
La decisione di riportare l’Italia a produrre obsoleta energia nucleare è sbagliata ed economicamente non conveniente. Il futuro energetico dell’Italia e del mondo non può essere l’attuale nucleare, con il drammatico problema delle scorie radioattive e della sicurezza. Una nuova politica energetica e industriale deve basarsi sulle energie pulite, sul risparmio e l’efficienza, puntando fortemente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto, per aprire l’era della green economy e liberarci dalla schiavitù e dalla prospettiva cieca delle fonti non rinnovabili.

La crisi economica è anche sociale ed ambientale e per uscirne senza ricreare i meccanismi perversi del passato è necessario avviare una riconversione ecologica dell’economia e realizzare una riforma etica della finanza. Dobbiamo difendere le famiglie italiane e milioni di persone dal rischio della povertà e valorizzare la cultura, la sanità, la scuola e la ricerca del nostro paese Per questo chiediamo in alternativa una drastica riduzione delle spese per armamenti, che in Italia hanno un costo di oltre 30 miliardi di euro e la cancellazione di opere inutili a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina.

Una nuova politica è necessaria per fermare il consumo del territorio ed affrontare il problema smog nelle città, trasformatosi in una vera e propria emergenza sanitaria, investendo prioritariamente sul riuso del patrimonio abitativo, sul trasporto pubblico e nella difesa del suolo. Ci sentiamo profondamente impegnati nella tutela dei diritti degli animali e nel batterci contro i tentativi di liberalizzazione della caccia. L’acqua bene comune è un elemento strategico, nell’ambito di una seria politica ecologica e dei diritti, e per questo intendiamo dedicare ogni sforzo, a livello locale e nazionale, per la vittoria del referendum. Va tutelata la biodiversità e valorizzata l’agricoltura biologica e di qualità, libera da ogm. Il diritto all’ambiente, il rispetto della dignità degli animali in quanto esseri senzienti e il principio di precauzione devono essere costituzionalmente garantiti, mentre il nostro codice penale deve essere modificato per assicurare più efficacemente alla giustizia eco-mafiosi ed eco-criminali. Lavoriamo per una politica dei rifiuti che ne riduca la produzione, che si basi sulla raccolta differenziata, il riciclaggio e che utilizzi le nuove tecnologie alternative all’incenerimento. Il nostro impegno vuole essere finalizzato anche e particolarmente all’ecologia della politica, per la trasparenza istituzionale, per la riduzione dei costi della politica, per la partecipazione dei cittadini, per la valorizzazione degli strumenti e istituti di democrazia diretta a partire dalle città che dovranno diventare i luoghi del coinvolgimento diretto dei cittadini nella politica pubblica.

Siamo convinti che uno dei pilastri su cui costruire il futuro del nostro paese sia quello dell’istruzione, della scuola, dell’università, della ricerca e della cultura, che possa permettere all’Italia di costruire strutturalmente le condizioni per un vero “sviluppo”, inteso come crescita personale e sociale, non costringendo i giovani a diventare “cervelli in fuga” o precari a vita.

Vogliamo dare il nostro contributo alla nascita di una moderna e ampia aggregazione ecologista, civica e democratica che – come accade in Europa con i significativi successi delle forze ecologiste – sappia affrontare questo insieme di problemi unendo in una nuova stagione di impegno civile e politico le migliori intelligenze, esperienze, associazioni, realtà politiche e sociali in un movimento federato che costruisca anche una nuova credibilità in politica degli ecologisti italiani. Vogliamo costruire insieme un nuovo soggetto politico che sia costituito da una rete locale e nazionale, aperta, libera e plurale, e che sappia rivolgersi, trasversalmente e senza gli antichi confini ideologici, a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, che sappia parlare ai più giovani, che li sappia incontrare e coinvolgere, per rispondere positivamente alla domanda di cambiamento e di partecipazione che viene dal nostro Paese e al grido di aiuto che sale dal nostro Pianeta, con voci innumerevoli, di ogni specie vivente.

Per queste ragioni e per avviare la Costituente Ecologista invitiamo tutte le persone e realtà sociali interessate a discuterne a metà ottobre per cominciare a costruire insieme il percorso e i contenuti di questa proposta.

Per ottenere la più ampia partecipazione e adesione vi sollecitiamo a diffondere questo Appello attraverso il sito della Costituente Ecologista

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