RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

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La ciclabile che vorrei

Posted by filippobortolini su 20 settembre 2010

Anche se non ce ne siamo accorti..sigh…dal 16 settembre è iniziata la Settimana Europea della Mobilità sotenibile e anche noi di RadioCittaFujiko non possiamo esser da meno. Insieme a sottobosco.info abbiamo ideato LA CICLABILE CHE VORREI, un progetto per monitorare le piste ciclabili bolognesi: come son fatte, come potrebbero esser migliorate, dove sono efficienti … Qui sotto potete vedere i sette video della nostra inchiesta.

Si comincia con il ponte di via Matteotti , che collega la stazione ferroviaria a p.zza dell’Unità, uno dei nodi del traffico bolognese.
(a cura di Filippo Piredda e la redazione di http://www.sottobosco.info)
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Bicicletta?! Una soluzione praticabile per Bologna

Posted by filippobortolini su 1 giugno 2009

Bici1(Un ringraziamento per l’illustrazione  a Pietro Scarnera)

“Sarà per la brusca impennata dei prezzi della benzina della scorsa estate o per la crisi economica mondiale, fatto sta che anche a New York tante persone hanno da un po’ di tempo optato per l’utilizzo della bicicletta piuttosto che per quello della macchina.

La mobilità ciclabile nella città ha subito una crescita inarrestabile, sembrerebbe infatti che solamente nell’ultimo anno si sia registrato un aumento del 35% di ciclisti.

Il sindaco di New York, Mike Bloomberg, valutando il fenomeno ha quindi avviato un progetto per la costruzione di circa tremila chilometri di piste ciclabili in 20 anni.

Il progetto prevede la costruzione di una pista sulla Quinta Strada, che da Harlem costeggerà tutto Central Park. Oltre a quella di Broadway, l’asse che attraversa Manhattan trasversalmente da nord-ovest a sud-est dell’isola, da Washington Heights scenderà quasi fino a Times Square.”

Fantascienza?! No, queste sono solo le parole tratte da un articolo pubblicato da Ecobolg.it lo scorso dicembre 2008.

Possibile che anche in Italia non si possa iniziare a seguire esempi come quello appena citato o altri già realizzati in mezza Europa?!

Le città della Val Padana, come Bologna, soffocano sotto il peso del traffico che a sua volta è uno dei principali responsabili delle emissioni atmosferiche climateranti. La bicicletta può dare un contributo alla soluzione di questi problemi perché è un mezzo di trasporto vero e proprio nell’ambito urbano, non inquina, occupa poco spazio, è silenzioso e crea minor rischidi incidente rispetto ai veicoli a motore.

A Bologna dobbiamo ricucire i tanti spezzoni di piste ciclabili esistenti cercando di creare dei percorsi veramente protetti, ma gli standard europei richiedono ‘spazio’ e poiché nelle aree urbane italiane è scarso bisogna a volte eliminare posti auto.

E’ per tutti questi motivi che abbiamo visto nascere simulacri di piste sui marciapiedi, una soluzione non particolarmente brillante, ne per i ciclisti, ne per i pedoni.

L’attuale amministrazione ha iniziato a ricucire gli spezzoni di piste ciclabili esistenti e alcuni importanti progetti sono stati realizzati (Via Rimesse, Via Dante, Via Roveretolo, Via Fioravanti, Via Mezzofanti ecc), ma non basta ancora; purtroppo, come ha commentato l’economista Andrea Boitani de ‘la Voce’, l’unico motivo del cedimento da parte delle amministrazioni rispetto alla realizzazione di vere e proprie piste ciclabili è la maggiore azione di lobbing fatta da gruppi di interessi come i commercianti.

bicibici

Oggi dobbiamo chiedere prima di tutto un maggior investimento nella manutenzione:

– pavimentazioni curate

– maggior illuminazione

– maggior controllo per evitare che vi siano auto o moto in sosta sulle  piste

– bonifica dai percorsi da: pali inutili, cassonetti dei rifiuti e gradini – messa in sicurezza degli attraversamenti stradali più pericolosi

Infine la bisognerebbe adottare un metodo uniforme per tutta la città e Zurigo potrebbe essere un esempio. Nella capitale della Confederazione Elvetica la questione è stata affrontata in modo serio ed equo e i suoli stradali sono stati divisi in tre parti:

“Un terzo è stato attribuito al trasposrto pubblico un terzo agli autoveicoli e un terzo a pedoni e ciclisti (con una rete di vere piste in sede propria).

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