RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Proposte di linee di indirizzo per Hera S.pA.

riciclaggio

(foto da www.ilponente.com)

Bologna 22/12/05

Gruppo Consigliare Centro Sinistra per Reno

Oggetto: Proposte di linee di indirizzo per Hera S.pA.

Premesso:

che la compagine societaria pubblica di maggioranza di Hera S.p.A. è costituita dai comuni della provincia di Bologna, tra cui il Comune di Casalecchio di Reno, unitamente con altri comuni delle province di Ferrara, Forlì – Cesena, Ravenna e Rimini, ed ora, dopo la fusione di Hera con Meta S.p.a., anche di Modena.
che tale Società rappresenta, sia nei suoi termini dimensionali sia nella configurazione giuridica, l’evoluzione strategica di un patrimonio tecnico, culturale e sociale unico e inestimabile che i cittadini di queste terre hanno saputo accumulare con decenni di paziente e coerente azione di governo espressa dagli enti locali;
che proprio per le ragioni sopra espresse Hera S.p.A. continua ad essere, anche nella nuova veste giuridica assunta di società per azioni quotata in borsa, un fondamentale strumento operativo di governo dell’ambiente e del territorio;
Ritenuto che:

la quotazione alla borsa valori di Hera S.p.A. costituisca per la Società medesima un imprescindibile vincolo i termini di redditività del capitale, la quale deve essere garantita per i piccoli e i grandi investitori;
Consapevoli

che nella maggior parte dei casi, gli interessi di una società per azioni quotata in borsa che deve quindi rispondere alle leggi del mercato finanziario, spesso non si conciliano con le istanze dell’ambiente e del territorio, che richiedono investimenti a bassa redditività e con tempi di ritorno molto lunghi;

che, per le medesime ragioni, risultano divergenti rispetto a qualunque strategia aziendale le azioni finalizzate alla crescita culturale dei cittadini, quali soggetti che con i loro comportamenti individuali quotidiani possono concretamente e significativamente incidere sul consumo dell’ambiente;
Preso atto

che Hera SpA, dopo la fusione con Meta S.p.a. di Modena, il 23 settembre presenterà il nuovo Piano di Sviluppo Industriale,  ma che compete ad ATO (Agenzia di Ambito Territoriale Ottimale costituita ai sensi della L.R. n° 25/99) predisporre il Piano di Ambito, ovvero lo strumento pianificatorio indicante le linee di indirizzo per lo sviluppo dei sistemi di fornitura dei servizi acqua e rifiuti;

Preso atto altresì:

che per tutto ciò che concerne l’energia nel senso più ampio del termine (produzione di energia elettrica, teleriscaldamento, produzione combinata di elettricità e calore,  sviluppo di energie alternative, eccetera),  e il metano. ATO non ha alcun  potere di indirizzo nei confronti di Hera S.p.A., la quale opera secondo gli indirizzi indicati dall’attuale Piano di Sviluppo Industriale;
Considerato

che Hera S.p.A., in quanto Società, seppure quotata alla borsa valori, rappresenta pur sempre la concreta attuazione delle politiche istituzionali degli enti locali soci;

Alla luce di quanto premesso
Il Consiglio del Quartiere Reno
ritiene necessario:

1- che l’Assemblea di ATO deliberi la definizione di un percorso per giungere entro il mese di Dicembre 2005 alla predisposizione di un documento integrativo del Piano d’Ambito nel quale siano definiti indirizzi precisi e vincolanti per Hera S.p.A., tali da condizionare la Società al conseguimento, per quanto concerne la fornitura dei servizi acqua e rifiuti, di qualificanti risultati in termini di riequilibrio dell’ambiente e del territorio;

2 – che l’Assemblea dei soci dei Hera S.p.A. impegni, mediante apposita deliberazione, il Consiglio di Amministrazione della Società a predisporre un documento di integrazione al Piano di Sviluppo industriale per quanto concerne l’energia, nel senso più ampio del termine, e il metano;  impegnando al tempo stesso i vertici di Hera S.p.A. alla più ampia consultazione dei Comuni in merito a tale documento.

Impegna il Sindaco:

Ad attivarsi affinché, all’ordine del giorno delle citate assemblee, sia posto il dibattito in merito alla compatibilità ambientale dell’azione strategica e operativa di Hera S.p.A.;
a promuovere, prima di dette assemblee, un’ampia sensibilizzazione di tutti i Sindaci dei Comuni soci di Hera S.p.A.;
ad intervenire in seno a dette assemblee proponendo gli indirizzi in materia di compatibilità ambientale come riportati in allegato al presente ordine del giorno;
a sollecitare una votazione formale per giungere alle deliberazioni proposte nel presente ordine del giorno.

Allegato 1)
Documento, da sottoporre ai Sindaci dei Comuni facenti parte di Hera S.p.A., contenente le “linee di indirizzo per il futuro “Piano di Sviluppo industriale”, per quanto concerne l’energia nel senso più ampio del termine (produzione di energia elettrica, teleriscaldamento, produzione combinata di elettricità e calore,  sviluppo di energie alternative, eccetera) ed  il metano :
Ogni iniziativa che riguarderà un certo territorio, paese o città, dovrà essere prima concertata con i cittadini del territorio stesso;

Hera S.p.A. si impegna ad investire l’1% degli utili in ricerca energetica per un più ampio utilizzo delle energie  rinnovabili;

gli aumenti delle tariffe non dovranno superare il tasso di inflazione che secondo il Governo è del 1,5 e che se dopo tale periodo si evidenziasse la necessità di aumentarle per rendere migliori ed efficienti i servizi ai cittadini, detti aumenti non dovranno riguardare le categorie più deboli;
per avviare un modello di sviluppo sostenibile andranno portate avanti Campagne sulla riduzione dei consumi elettrici: entro il 2010 del 20% rispetto al 2000, la stabilizzazione dei consumi non elettrici (uso diretto di combustibili in trasporti, caldaie, forni industriali….) e il ricorso a fonti rinnovabili per almeno il 25% degli usi finali di energia  (entro il 2030 per almeno il 50%).


Andranno incentivate quindi le “energie verdi” :

.  l’energia fotovoltaica e a pannelli solari in primis
. l’energia eolica che dovrà essere indirizzata esclusivamente verso microeolico. Le cui realizzazioni dovranno essere fatte con criteri importantissimi di salvaguardia dell’ambiente preesistente e delle specie protette.
N.B. nei paesi dove si è portata avanti questo tipo di realizzazione, per ottenere l’1,5 di produzione di energia, si è dato come contropartita l’uccisione involontaria ma continua di grandi volatili (quali falchi – aquile  ecc.) uccisi dalle grandi pale che nella parte distale arrivano a girare a 254 Km orari, diventando invisibili, quindi letali per i volatili. Vedi atti del convegno del 29/04/2005 organizzato dall’Associazione Ornitologi Italiani.
.  L’energia da biomasse e biogas solo da coltivazioni eccedentarie o comunque il cui  impianto non deve essere ripristinato ogni anno (tipo l’erba medica che ha una vita ed una produttività media di 7 anni).
.     Si dovrà ricorrere, per tutte le nuove costruzioni, all’architettura bioclimatica – solare termico  – e di ombreggiatura  (utile in estate), per permettere il risparmio di energia per il  riscaldamento e per il raffreddamento degli edifici.

Allegato 2)
Documento, da portare all’Assemblea dei Sindaci di ATO, che riporti indicazioni sul rispetto dell’ambiente, territorio e per quanto concerne la fornitura di servizi di “acqua” e “rifiuti”.

Indicazioni per il  settore “acqua”:
.    La piena adozione della Legge Galli – n. 36 del 5 Gennaio 1994 – “Disposizione in materia di risorse idriche” che poggia sul concetto di equilibrio idrico, inteso come contemperamento fra disponibilità di risorse e fabbisogno dei diversi usi: per la prima volta vengono unificati all’interno di uno stesso testo normativo e di un progetto unitario di governo del territorio “principi di salvaguardia ambientale e di efficienza economica”.
. all’art. 1, troviamo che “tutte le acque di superficie e sotterranee”, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo “criteri di solidarietà”; qualsiasi utilizzo delle acque deve essere effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un patrimonio ambientale integro, e gli usi delle acque devono comunque essere indirizzati al risparmio ed al rinnovo delle risorse, per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici;


Riduzione del consumo di acqua potabile:

Con particolare riferimento alle situazioni in cui la fornitura di acqua potabile assume costi elevati o presenta carenze, ma anche in altre situazioni, il requisito incentiva l’impiego di dispositivi tecnici da applicare all’impianto idrico-sanitario per ridurre gli sprechi di acqua fornita dall’acquedotto. Si evidenzia nelle note anche l’importanza di sensibilizzare in proposito l’utenza con “manuali d’uso dell’alloggio” e con la contabilizzazione individuale dei consumi.
– Recupero, per usi compatibili, delle acque meteoriche
Il requisito è convenzionalmente soddisfatto se vengono predisposti sistemi di captazione, filtro e accumulo delle acque meteoriche provenienti dalla copertura dell’edificio e se, con apposita rete duale, vengono consentiti usi compatibili delle acque meteoriche.

Le verifiche comprendono la descrizione dettagliata dell’impianto, metodi di calcolo per il dimensionamento della vasca di accumulo, una soluzione conforme per la realizzazione del sistema di captazione, accumulo e filtro. Vista una certa variabilità di situazioni nel territorio regionale, il requisito valorizza anche il ruolo delle Aziende sanitarie locali e dell’ARPA per la definizione degli usi compatibili delle acque meteoriche.
– Recupero, per usi compatibili, delle acque grigie
Il requisito introduce il risparmio di acqua potabile ottenuto tramite il riuso delle acque grigie provenienti dagli scarichi di lavabi, vasche, docce, lavatrici, previo idoneo trattamento e accumulo.

La verifica progettuale consiste nella descrizione dettagliata dell’impianto idrico sanitario, nel corretto calcolo del dimensionamento della vasca di accumulo e nell’adozione di una soluzione conforme per la realizzazione dell’impianto di riuso delle acque grigie con rete duale.

Anche in questo caso, il requisito valorizza il ruolo delle Aziende sanitarie locali per la definizione degli usi compatibili delle acque grigie e per la definizione delle tipologie di trattamenti igienizzanti. Il requisito si ritiene soddisfatto se l’impianto degli edifici riesce a recuperare almeno il 70% delle acque grigie per le nuove costruzioni, o il 50% in caso di ristrutturazioni.
– La promozione della qualità del prodotto edilizio si fonda su una politica di incentivazione che avviene attraverso l’applicazione di sconti sugli oneri di urbanizzazione secondaria fino ad un massimo del 50%, calcolato sulla base del soddisfacimento dei singoli requisiti.


Indicazioni per il settore “rifiuti”:

– Per l’ottenimento entro il 2010,  del recupero dei rifiuti e del loro riciclaggio con la raccolta differenziata,  pari ad almeno il 50%, come previsto dalla Legge Ronchi, è importante innanzitutto considerare il prodotto raccolto ora denominato “rifiuto” una “risorsa”, un “bene che non deve essere distrutto” da un inceneritore e trasformato immediatamente in energia ma che deve “essere recuperato e riutilizzato” più e più volte.
Questo processo permetterà di avere sempre disponibili materie prime,  rigenerate, con un processo di lavorazione che le rimetterà sul mercato come nuove. Ciò permetterà alle risorse del nostro pianeta di essere utilizzate in modo oculato, attento, quindi risparmiate.
Per ottenere la percentuale di raccolta differenziata del 50% è importante tener presente tre cose:
1°-  Far partire immediatamente una campagna dal titolo “La Spesa consapevole del consumatore consapevole” che spieghi quanto il progresso economico e la crescita della popolazione hanno creato montagne di rifiuti, l’impoverimento delle risorse naturali e l’inquinamento di aria, acqua e suolo.
Far rilevare che se guardiamo nel sacchetto del pattume troveremo che il 30% dei rifiuti urbani è costituito da imballaggi e contenitori (29% scarti alimentari – 28% carta e cartoni – 16% plastica – 8% vetro – 4% materiali tessili e legno – 4% metalli – 11% altro).  Si dovrà adottare una nuova politica indirizzando il sistema industriale alla realizzazione di confezioni più ecologiche, leggere (con l’impiego di una minor quantità di materiale), ed all’impiego di  materiali riciclati, riciclabili e comprimibili (per occupare meno spazio una volta utilizzati). Indirizzare i consumatori all’acquisto attraverso etichette particolari da applicare sugli involucri dei prodotti e sulle vetrine dei negozi che li utilizzano.

2° – Attuare il sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” un tipo di raccolta che in molte città d’Italia, in particolar modo in Lombardia, Puglia, Sardegna e Veneto sta dando ottimi risultati.

3° – Una percentuale altissima di  rifiuti, costituiti da “carta”, vengono prodotti dalle aziende. E’ importante mettere a disposizione delle Aziende un “porta a porta” mirato che permetta il recupero di questa “risorsa”.

Importante:

– Per ottenere un buon risultato è necessario togliere immediatamente, o subito dopo la partenza del progetto “porta a porta”, tutti i cassonetti per la raccolta indifferenziata. Ciò costringerà la collettività ad una attenzione obbligata.
– Istruire tutti i cittadini o ai responsabili dei Condomini (che dovranno a loro volta istruire i propri condomini) attraverso corsi specifici, mirati.
– Dopo un periodo da concordare, a seguito di verifica a campione, dovranno essere  emesse sanzioni per i Condomini inadempienti.

Vantaggi:
– il porta a porta permetterà di suddividere i rifiuti-risorsa senza errori in vari contenitori,  direttamente dai cittadini in casa propria.
– i  rifiuti-risorsa verranno raccolti in ogni stabile o condominio, in differenti “bidoni” locati in un apposito spazio da individuare nella zona cantine o garage.
– Non ci sarà eccesso di accumulo dei diversi materiali perché : il quantitativo per condominio è minore di quello effettuato nei cassonetti stradali.

– Il personale subirà solo un leggero incremento perché il numero dei ritiri sarà lo stesso:ogni giorno, invece di recuperare l’indifferenziato, si provvederà al recupero di un tipo di materiale dando maggior importanza all’organico (che verrà ritirato tre volte la settimana) alternando al ritiro del vetro –  carta e legno – plastica-lattine.

– Ogni cittadino, in un secondo tempo, potrà essere fornito di appositi sacchetti, riportanti il proprio codice a barre, che permetterà di verificare l’esatta quantità di rifiuti consegnata, sia per il “premio” che verrà assegnato al quantitativo di materiale recuperato in base alla Legge Ronchi che per la tariffazione.

– Si recupereranno le zone ora dedicate: ”isole per i cassonetti di raccolta stradali” che potranno essere utilizzare come parcheggi o verde pubblico.

– La cittadinanza non avrà più la tentazione di abbandonare lavatrici-lavabi ecc. ma, capillarmente informata, le consegnerà alle Isole ecologiche comunali.


Filippo Bortolini
Vicepresidente Quartiere Reno

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