RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

No alla vendita delle proprietà del Comune di Bologna sulla collina di Casalecchio di Reno – Si allacreazione di un parco agricolo-didattico-turistic

eremo-di-tizzzano

(nella foto Bologna vista dalle colline  di  Casalecchio di Reno)

Agenzia DIRE:

Una pausa di riflessione. E’ quello che  chiede il gruppo consiliare dei Verdi del Comune di Bologna a  Palazzo D’Accursio. L’amministrazione comunale e’ infatti  proprietaria di nove aree sulla collina di Casalecchio di Reno, alle porte della citta’, e qualche mese fa ha deciso di venderne alcune.

“Noi non siamo affatto contrari a questa decisione- dichiara Filippo Bortolini, del Circolo Verdi ‘Cultura &  Ambiente’, coordinatore dei quartieri per il sole che ride di Bologna- ma chiediamo solo che le aree di pregio ambientale non
siano cedute, e che si ragioni piuttosto su come poterle valorizzare dal punto di vista ambientale e turistico”.

Il segretario regionale del Wwf Massimo Montanari, invece, non usa mezzi termini: “Il Comune di Bologna dovrebbe smetterla di vendere terreni solo per rimpinguare le sue casse”. L’intenzione dei Verdi e di alcune associazioni ambientaliste e’ dunque chiaro: bloccare le vendite e tutelare “un’importante
testimonianza del paesaggio agricolo del nostro territorio”, arricchita da antiche ville, tra le quali quella del Lauro e della Lubbia, oltre che dall’Eremo di Tizzano.

A tal proposito, l’assessore all’ambiente del Comune di Casalecchio, Beatrice
Grasselli, ha predisposto un protocollo d’intesa, con l’amministrazione di Palazzo D’Accursio, per la realizzazione di un parco agricolo.

“Bisognerebbe superare la logica ‘comunale’ di salvaguardia del territorio collinare- aggiunge Bortolini- la collina deve essere tutelata dalla nostra amministrazione a prescindere dal fatto che rientri o meno nei confini comunali.
Ecco perche’ e’ indispensabile un accordo tra il Comune di Bologna
e le amministrazioni dei centri collinari adiacenti”.

Nel frattempo, anche altre associazioni fanno sentire la loro voce. Prima tra tutte il Club alpino italiano.

“Stanno togliendo l’habitat naturale agli escursionisti- dichiara Alessandro Geri, della sezione di Bologna del Cai- il pubblico che vende come se fosse un privato causa la perdita dei percorsi naturali. La sua logica di cessione e’
addirittura peggiore di quella che seguono i privati- conclude- perche’, questi ultimi vendono per poi investire in qualcosa di piu’ allettante, il pubblico vende invece solo per liberarsi dai debiti e per riuscire a sopravvivere”.
E proprio in quest’ottica di salvaguardia e di recupero dei percorsi si pone “La grande traversata della collina bolognese”, l’iniziativa voluta dall’associazione Percorsi di Pace e da trekking Italia, oltre che da Cai, e la cui ultima tappa e’
prevista per domenica 12 novembre.

Il percorso pedonale, della durata di circa cinque ore, partira’ dalle stazioni suburbane di Rastignano e San Ruffillo per concludersi a Ozzano Emilia.

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