RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

La salute prima di tutto

segantini-vs-hera

Bologna 01/08/05

Pubblicato sul periodi ‘Informa Reno’

LA SALUTE PRIMA DI TUTTO
di Filippo Bortolini – Vicepresidente Quartiere Reno

Passa la linea dell’Amministrazione del Quartiere Reno e arriva la tanto attesa svolta ambientalista sulla questione della centrale termica di via Segantini

Un atto importante in materia ambientale e per la qualità della nostra salute, ha visto ancora una volta, protagonista il nostro quartiere. Il Comune di Bologna, insieme ad Hera, all’amministrazione del Quartiere Reno e ai cittadini di Santa Viola, ha finalmente trovato l’accordo per superare l’ubicazione infelice della centrale termica di via Segantini.
Il fatto è noto a molti in quartiere, ma è utile fare una piccolo sunto sull’accaduto per condividere questa vittoria, certamente non scontata, che abbiamo ottenuto.
All’inizio di novembre 2004 il Presidente del quartiere Vincenzo Naldi venne a conoscenza, direttamente dai cittadini di Santa Viola (area EX-RivaCalzoni), dell’apertura di un cantiere per la costruzione di una nuova centrale termica da parte di Hera (proprietario e gestore della rete di teleriscaldamento presente nel nostro quartiere).
Cosa c’è di strano? Di strano c’è che noi amministratori fummo informati dai cittadini di tale situazione. Si trattava dell’adeguamento della potenza del sistema di teleriscaldamento: tutti i permessi sanitari, nonché quelli edilizi, erano in regola, ma l’informazione era mancata.
Hera, come società proprietaria di tale servizio, aveva fatto domanda all’amministrazione Guazzaloca che, con estrema leggerezza, concesse i permessi senza preoccuparsi del forte impatto ambientale.
Fatta questa doverosa cronistoria per rendere tutti informati dei fatti, vorrei illustrare l’accordo di massima che il Quartiere, un gruppo di cittadini (i più attivi in questi mesi) e Hera, hanno sottoscritto per superare l’impianto di via Segantini.
Partendo dall’analisi dell’accaduto, come maggioranza, abbiamo voluto affrontare il problema direttamente, facendoci delle domande ben precise: perché vi era stata l’esigenza di costruire una nuova centrale (figlia) di “integrazione e soccorso” alla centrale principale (madre) di via Nanni Costa? Quali possibili alternative che non andassero a spostare il problema, senza risolverlo, erano alla nostra portata?
Abbiamo rivolto la prima domanda ai tecnici di Hera, i quali hanno spiegato come la centrale (madre) di via Nanni Costa, costruita nel 1989, negli ultimi anni era andata in sofferenza. In questo modo, per garantire servizi di pubblica utilità come il riscaldamento e l’erogazione dell’acqua calda, si doveva creare una alternativa in caso di guasti. Il nodo era la centrale principale che non era più esattamente all’avanguardia, come al momento della sua costruzione, sia per prestazioni che per la quantità delle emissioni (pur rientrando nei limiti di legge).
Alla seconda domanda abbiamo provato a rispondere noi amministratori, coadiuvati da un adeguato supporto tecnico. Il punto più chiaro della vicenda era l’inadeguatezza della centrale “madre” e dell’assurda (secondo noi) scelta di costruire numerose centrali “figlie” sull’anello di teleriscaldamento per garantirsi dai possibili guasti. Questa scelta non garantiva in toto l’erogazione del servizio e sicuramente non teneva conto della qualità dell’aria del nostro quartiere.
Così, siamo arrivati a formulare una serie di proposte che potessero risolvere tutte le problematiche, facendo un salto di qualità rispetto alle scelte passate.

Le proposte:

1) Superamento della centrale termica di via Segantini in massimo 3 anni, perché non si è ritenuta opportuna la sua ubicazione all’interno di una zona così densamente abitata;
2) Spostamento degli impianti di via Segantini in via Nanni Costa, perché zona più decentrata;
3) Sostituzione della centrale di cogenerazione “madre” di via Nanni Costa, molto inquinante e tecnicamente obsoleta, con una nuova centrale sempre cogenerativa più grande, che permetterà la chiusura di ulteriori centrali a gasolio in zona. La nuova centrale anche se più potente inquinerà meno della attuale (circa –60%) poiché verranno utilizzate tecnologie rivoluzionarie provenienti dalla California.

A un primo esame, la zona più appetibile per ospitare la nuova struttura è la rotonda Romagnoli, nel lato verso la Certosa, perché più isolato rispetto alle abitazioni e baricentrico alla rete.
A settembre inizierà un percorso partecipato, del quale sarò direttamente responsabile, per valutare tutti i pro e i contro di questa nostra proposta; per essere informati dell’iter dei lavori vi invito già da ora a iscrivervi alle commissioni di quartiere ambiente o urbanistica, che tratteranno congiuntamente tale problema.
Un saluto e a presto.

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