RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Il programma di Rivoluzione Civile – Sintesi

Posted by filippobortolini su 31 gennaio 2013

ingroia ferrara

ALTERNATIVO A BERLUSCONI E A MONTI

Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.
Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti.

Per l’Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie.

Vogliamo un’Europa autonoma dai poteri finanziari e una riforma democratica delle sue istituzioni. Siamo contrari al Fiscal Compact che taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi venti anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pildeve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale;

Per la legalità e una nuova politica antimafia

che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Il totale contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione, il ripristino del falso in bilancio e l’inserimento deireati contro l’ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico;

Per la laicità e le libertà.

Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona. Siamo per una cultura che riconosca le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia di genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti;

Per il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari.

Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;

Per le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole.

Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy;

Per l’ambiente.

Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per unamobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog;

Per l’uguaglianza e i diritti sociali.

Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Vogliamo colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi. Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza. Vogliamo il diritto alla casa e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli “esodati”;

Per la conoscenza, la cultura, un’informazione libera.

Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art.3 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Vogliamo portare l’obbligo scolastico a 18 anni. Vanno ritirate le riforme Gelmini e il blocco degli organici imposto dalle ultime leggi finanziarie. E’ necessario accantonare definitivamente qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione e stabilizzare il personale precario. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico, come afferma l’art. 9 della Costituzione. Vogliamo una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi e che i partiti escano dal consiglio di amministrazione della Rai. Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese;

Per la pace e il disarmo.

Va ricondotta la funzione dell’esercito alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione a partire dal ritiro delle truppe italiane impegnate in missioni di guerra. Va promossa la cooperazione internazionale e l’Europa deve svolgere un’azione di pace e disarmo in particolare nell’area mediterranea. Va abrogata la riforma Monti delle Forze Armate, vanno tagliate le spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35 e di tutti i nuovi armamenti.

Per una nuova questione morale ed un’altra politica.

Vogliamo l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali. Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione.

Posted in Senza categoria | Leave a Comment »

16 dicembre: I documenti approvati nell’assemblea programmatica degli Ecologisti

Posted by filippobortolini su 16 dicembre 2012

ASSEMBLEAprogDC
 

– MOZIONE POLITICA GENERALE

– 10 PUNTI PROGRAMMATICI ECOCIVICI

– EMENDAMENTI ALLE REGOLE DI TRANSIZIONE

– ELEZIONI – INTEGRAZIONI ORGANI

Posted in Note politiche | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

15 dicembre a Reggio Emilia

Posted by filippobortolini su 1 dicembre 2012

acqua bene comune

Posted in Senza categoria | Leave a Comment »

Domenica 2 dicembre dalle ore 13 al TPO festa della scuola di italiano con i migranti Kalima e lo SPortello Migranti

Posted by filippobortolini su 29 novembre 2012

Domenica 2 dicembre dalle ore 13 al TPO festeggiamo la scuola di italiano con i migranti Kalima e lo SPortello Migranti
Oltre al pranzo con ricco buffet da cibi da ogni dove offerto dall’associazione YA Basta (ore 13), ci saranno laboratori di gioco, teatro  e riciclo per bambini (di tutte le età).
Abbiamo allestito una saletta per i laboratori di riciclo e costruzioni guidati da Roberta che cominceranno subito dopo pranzo, poi Chiara terrà uno spettacolo per bambini del teatro delle ombre a cui seguirà il laboratorio.

tpo

Posted in Senza categoria | Leave a Comment »

Burned Identities Appunti e riflessioni dopo lo sportello mobile a cura di ass. Ya Basta! su immigrazione e percorsi escludenti in città

Posted by filippobortolini su 15 novembre 2012

Nel tempo della crisi la legge sull’immigrazione, i tagli al welfare e il controllo securitario hanno trasformato la città in fabbrica dell’esclusione, riducendo i migranti a corpi da sfruttare, rinchiudere, dimenticare.

Quale rapporto tra gli attori del territorio e la vita dei migranti non accolti e clandestinizzati?

Quale idea di città e di politiche sociali si sta disegnando? Ne discutiamo con centri sociali, associazioni, cooperative sociali e tutti gli interessati.

 

Posted in Appuntamenti / Agenda, Note politiche | Leave a Comment »

Migranti e permessi di soggiorno per motivi umanitari

Posted by filippobortolini su 1 novembre 2012

Diritti, dignità, futuro per i migranti provenienti dalla Libia

Martedì 6 novembre 2012, ore 20

Via Prati di Caprara, 12 Bologna

 

Centotrenta migranti nigeriani fuggiti dalla guerra in Libia, sono parcheggiati da 550 giorni in un magazzino dell’area dismessa dei Prati di Caprara, gestito dalla Croce Rossa su accordo di Protezione Civile e Regione Emilia Romagna.

E’ una struttura disumana, che nulla ha a che fare con accoglienza e civiltà: peggio che in un campo profughi, mancano acqua calda e riscaldamento (per il secondo inverno!), ma sono assenti anche i percorsi minimi di inserimento ed inclusione, nonostante fosse tutto previsto dal contratto che ha fatto mettere in tasca alla Croce Rossa almeno 3 milioni di euro!
Nessun permesso di soggiorno definitivo che consenta di progettare una nuova vita, nessuna informazione sui tempi della procedura di asilo che il Governo ha stabilito per loro, nessuna prospettiva di poter svolgere un corso di formazione professionale qualificato, nessuna possibilità di emanciparsi da un’assistenza passivizzante e spersonalizzante.

Questa è l’accoglienza miserabile che Bologna sta dando a chi è scappato dal dittatore Gheddafi.
Lunedì 29 siamo partiti insieme a loro dai Prati di Caprara attraversando la città, rompendo il muro del silenzio, passando per Comune e Prefettura, per la marcia dei diritti e della dignità. Si sono uniti anche i migranti ospitati a Villa Aldini, che vivono la stessa sorte incerta. E’ stato il primo passo per la conquista di un futuro degno.
Volentieri accogliamo l’invito dei nostri amici a fare una assemblea cittadina ai Prati di Caprara, Martedì 6 Novembre alle ore 20, e lo estendiamo alle associazioni, alle realtà organizzate e alle donne e agli uomini che pensano che una Bologna migliore si possa costruire chiudendo luoghi disumani come i Prati di Caprara, rilasciando – anche se fuori tempo massimo – un permesso di soggiorno per motivi umanitari a chi fugge da guerra e miseria, offrendo sistemazioni dignitose e percorsi di inclusione e togliendocittadinanza alle frasi razziste pronunciate dalla coppia Bernardini&Lisei.
Un’assemblea per costruire insieme le prossime iniziative per una Bologna che sappia dare un futuro di dignità per tutte e tutti.

Sfide come queste ci parlano di democrazia, di umanità, di civiltà. Se sapremo metterci in gioco Bologna sarà una città migliore: insieme è possibile.

Restiamo umani – Cs Tpo, Bologna

Posted in Senza categoria | Leave a Comment »

Grande Polentata di Radio Citta’Fujiko !!!!

Posted by filippobortolini su 2 ottobre 2012

Porta te stesso. I tuoi amici, gli amici degli amici ed anche perfetti sconosciuti. Un’occasione per mangiare bene, fare due chiacchiere e divertirsi: il modo più semplice e piacevole per finanziare una voce libera ed indipendente! Prima che la crisi si mangi anche l’osso della polenta e l’informazione indipendente …

 

Venerdi 12 ottobre, ore 20,30 – Via Giambologna 4. Prenotazioni presso la sede della radio in via Giambologna 4, tramite telefono 051.346458, via emailinfo@radiocittafujiko.it, Sms 333 180.94.94, a mezzo di piccioni viaggiatori, messaggi nelle bottiglie, mappe del tesoro, ecc.

La polenta è una ricetta tipica dell’Italia Settentrionale ed in particolar modo dellaValtellina dove la tradizione della polenta è molto ricca e radicata.
Da sempre definita il “piatto dei poveri” la polenta sta alla base di molte delle ricette tipiche valtellinesi proprio grazie alla sua bontà e semplicità: la polenta, infatti, altro non è se non un impasto di acqua e farina di cereali, cotto in un paiolo.

Al contrario di quello che si pensa, la polenta non si fa solo con la farina di granoturco, ma può essere preparata con una grande varietà di cereali e addirittura con le castagne.
Le origini della polenta affondano le loro radici nell’antichità, al periodo in cui Cristoforo Colombo, di ritorno dall’America, portò con se una pianta fino ad allora mai vista in Europa: il mais o granturco.

Colombo spiegò che gli Indigeni delle Americhe usavano preparare una specie di composto a base di farina di mais e acqua, che veniva poi cucinato e arricchito con salse, legumi, carni oformaggi.
Un volta coltivata, la pianta del granturco, cresceva molto prosperosa nella parte settentrionale della nostra penisola e proprio per questa grande abbondanza, insieme al basso costo, divenne l’alimento preferito dei poveri e soprattutto dei contadini che la coltivavano.

Poichè la polenta ha un sapore molto “neutro”, facilmente adattabile, i contadini trovarono mille varianti per combinare questo alimento, molto nutriente e poco costoso, con altri piatti già esistenti.
Addirittura, col passare del tempo, la polenta prese il posto del troppo costoso pane nell’alimentazione dei contadini.

Ad un certo punto la polenta divenne un piatto talmente comune che in alcuni posti non si mangiava altro e durante il periodo della pellagra si scoprì che, coloro che si nutrivano solo di polenta senza accompagnarci un qualsiasi altro alimento, si ammalavano prima a causa di carenza delle sostanze necessarie all’organismo per difendersi dalla malattia.

Al giorno d’oggi, le ricette a base di polenta che ci sono state tramandate dai nostri connazionali montanari, sono veramente tantissime e tutte buonissime: dalla polenta fritta, alla polenta e osei, per concludere con le famose polente concia e taragna.

Ma la polenta più buona è quella di RadioCitta’Fujiko perchè è condita conj il meglio della sinistra!

(tratto quasi tutto da   Ricetta Polenta – Le Ricette di GialloZafferano.it)

Posted in Senza categoria | Leave a Comment »

La parola ai cittadini: ‘Per un referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie

Posted by filippobortolini su 7 settembre 2012

Il Nuovo Comitato Articolo 33, dopo che i garanti del Comune di Bologna hanno dichiarato ammissibile il quesito referendario, comincerà domani 8 settembre a raccogliere le 9mila firme necessarie perché il referendum comunale consultivo venga indetto. Tre i mesi a disposizione per completare la raccolta.

DEDICATO ALLA CITTA’

Il referendum si apre alla città e ai cittadini. L’obiettivo della raccolta firme è del resto proprio costruire per la nostra città un grande appuntamento di partecipazione allargata e democratica per rilanciare la priorità del diritto alla scuola pubblica, laica, gratuita.

Insomma, la scuola di tutti. Non a caso i banchetti organizzati da Nuovo Comitato Articolo 33 abbracceranno tutta la città: si partirà dal centro questo weekend, con appuntamenti serali inoltre in via Stalingrado, ma ci rivolgeremo anche ai tanti cuori che questa città ha.

Metteremo infatti in primo piano anche le periferie, coinvolgeremo nella raccolta firme anche tutti e nove i quartieri della nostra città. Nella prima settimana ad esempio i nostri banchetti saranno presenti per cinque pomeriggi davanti all’IperCoop di Borgo Panigale.

LA SCUOLA APERTA

E tra i cuori della città c’è il cuore pulsante, la scuola pubblica che è la scuola di tutti, aperta a tutti, e nel cui futuro noi cittadini stiamo investendo le energie e la battaglia.

Con l’apertura della scuola dell’infanzia il 10 settembre, e con l’apertura delle altre scuole il 17 settembre, i referendari non mancheranno all’appuntamento. Assicuriamo infatti una nostra presenza con volantinaggi e banchetti vicino alle scuole.

UN REFERENDUM CIVICO

Per l’appuntamento della raccolta firme, il Comitato referendario, che si occupa della articolazione e gestione dei banchetti e della raccolta in generale, si presenterà sempre e solo con l’unica bandiera delle sue idee: oltre ai singoli cittadini, anche i soggetti collettivi promotori stabiliscono che i banchetti del Comitato avranno carattere unitario, cioè saranno composti dal Comitato con la sola “bandiera”, il logo e il materiale del Comitato. La nostra bandiera è e sarà: LA PAROLA AI CITTADINI!

APERTI E INDIPENDENTI

Questa raccolta firme, imbastita per dare una opportunità di partecipazione democratica, ci vede quindi aperti a tutti ma indipendenti. Aperti a tutti perché siamo disponibili a confrontarci e a discutere nel merito con tutti i cittadini la cui strada speriamo di incrociare.

Aperti a tutti anche perché qualunque gruppo, movimento, partito voglia dare un sostegno fattivo alla iniziativa ad esempio contribuendo con i propri volontari alla raccolta firme e organizzando dibattiti, è il benvenuto e può inviarci la sua adesione ufficiale, come in tanti hanno già fatto.

Ma indipendenti perché l’iniziativa referendaria rimane innanzitutto in capo ai cittadini che la hanno promossa e rimane aperta a tutti i cittadini che vorranno coinvolgersi e coinvolgere, senza distinzioni di colore politico.

Anche per questo il Comitato ha chiesto ai gruppi che hanno inviato ufficialmente la loro adesione e il loro sostegno di abdicare a bandiere e simboli di partito/di appartenenza in occasione dei banchetti.

Sarà il Nuovo Comitato Articolo 33 a gestire e articolare la raccolta firme, e lo farà aprendosi al sostegno di tutti i cittadini che vorranno investire un po’ di tempo e di energie per la scuola pubblica.

Inoltre il Comitato si autofinanzia e continuerà ad autofinanziarsi: possiamo contare solo sulle nostre forze e sulla città, ecco perché ai nostri banchetti ci sarà un salvadanaio per le donazioni.

SCHEDA TECNICA
IL QUESITO

Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia ?

a) utilizzarle per le scuole comunali e statali

b) utilizzarle per le scuole paritarie private

L’ABC DEI PERCHE’

Per la scuola pubblica. E’ la scuola di tutti, laica e gratuita. Forma il cittadino democratico. Subisce tagli feroci. Intanto i finanziamenti alla scuola privata paritaria crescono o rimangono inalterati.
Per i diritti.

Quest’anno a Bologna più di 300 bambini sono rimasti esclusi dalla scuola pubblica, che è un diritto costituzionale, per mancanza di posti e risorse. Saranno costretti a frequentare una scuola dell’infanzia privata, a pagarne la retta e a sottoscrivere un progetto educativo che non condividono (nel 99% dei casi confessionale).

E l’anno prossimo quanti saranno gli esclusi dalla scuola pubblica?
Per la democrazia. Bologna è stata un modello della scuola dell’infanzia pubblica. E oggi? Il diritto alla scuola pubblica è una questione di democrazia.

Riorientare la bussola della politica spetta ai cittadini. La firma per l’indizione del referendum è una firma per la democrazia e la partecipazione.

I PRIMI APPUNTAMENTI DELLA RACCOLTA FIRME Vedi volantino.

I PROMOTORI DEL REFERENDUM

Il Comitato promotore è composto da 400 cittadini. Inoltre i seguenti soggetti collettivi hanno un ruolo promotore dell’iniziativa referendaria del Nuovo Comitato Articolo 33:
Assemblea Genitori e Insegnanti di Bologna e provincia, Associazione Nuovamente, Associazione Per la Sinistra Bologna, Chiesa metodista Bologna, Circolo UAAR Bologna, Cobas Scuola Bologna, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Comitato genitori nidi e materne, Coordinamento precari scuola Bologna, CUB Bologna, FLC-CGIL, Fiom Bologna, Rete Laica Bologna, Scuola Infanzia LiberA Tutti, USB Bologna.

I SOSTENITORI DEL REFERENDUM

I soggetti collettivi possono comunicarci la loro adesione ufficiale all’iniziativa con una mail a nuovocomitatoarticolo33@gmail.com

Ci hanno finora fatto pervenire la loro adesione:

Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente; Associazione nazionale Per la Scuola della Repubblica; Circolo de Il Manifesto di Bologna; Comitato No People Mover; ‘Verdi Ecologisti e Reti civiche’; Italia Dei Valori; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Sinistra Ecologia e Libertà.

CONTATTI:
Sito http://referendum.articolo33.org/ Mail nuovocomitatoarticolo33@gmail.com
Facebook http://www.facebook.com/referendum.articolo33

Posted in Appuntamenti / Agenda, Note politiche | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Una spending review ambientale contro l’emergenza climatica

Posted by filippobortolini su 1 settembre 2012

WWF lancia l’appello al governo per una strategia nazionale per il Clima

L’estate volge ormai al termine ed è ora di fare due conti, non solo in quanti a dati macro-economici – quanti italiani sono andati in vacanza? Quanti non se lo son potuto permettere? – ma anche su un fattore spesso trascurato eppure sotto i nostri occhi. Le continue e fortissime ondate di calore che hanno investito il nostro paese hanno segnato una stagione torrida, ben lontana da quel clima mite che i nostri nonni associavano al Mediterraneo.

Il riscaldamento dei mari, l’invasione di specie di origine tropicale e a volte nocive per l’ecosistema locale, la fusione delle calotte polari sono tutti fenomeni conosciuti da tempo. Allora forse è il caso che il governo smetta di minimizzare questo problema che sfida la sopravvivenza stessa della nostra specie nel lungo termine e inizi a produrre statistiche sulle conseguenze – ad esempio – dei vari ‘Circe’ o ‘Minosse’ estivi.

Non c’è solo l’emergenza economica ma anche quella ambientale e così come il governo si è premurato di predisporre una stringente spending review per rimettere in ordine i conti pubblici sarebbe necessario anche un piano di tagli su emissioni e una strategia per il clima. Una spending review ambientale.

A lanciare l’allarme il WWF che ha reso noti oggi i dati raccolti sull’estate appena trascorsa. «La fusione dei ghiacci registrato questa estate ha superato il record del 2007 – spiega l’associazione – mentre la penisola antartica è una delle aree dove si sta registrando il più rapido riscaldamento sul nostro pianeta. Negli USA e in altre aree del Pianeta si è registrata una siccità catastrofica.
E il Mediterraneo, in particolare l’Italia, ha visto succedersi continue ondate di calore, come numerosi studi avevano previsto».
Il WWf cita, in particolare lo studio dell’EEA del 2008 che indica per il Mediterraneo, «una delle aree a maggior rischio in Europa», con «le seguenti conseguenze: diminuzione delle precipitazioni; diminuzione della portata dei fiumi; incendi boschivi; minore resa delle colture; aumento della domanda di acqua per l’agricoltura; più alto rischio di desertificazione; meno energia da fonte idroelettrica; altri morti per ondate di calore; altre malattie trasmesse da vettori infettivi; minore turismo estivo; più alto rischio di perdita di biodiversità.
In Italia, in una sola estate si è visto accadere tutto questo, mentre da anni assistiamo all’aumento dei fenomeni estremi anche di segno diverso (bombe d’acqua, tempeste e trombe d’aria)».«La Banca Mondiale – conclude il WWF – ha lanciato un allarme sulle conseguenze della siccità che flagellano molte zone del Pianeta per i prezzi degli alimenti (in generale, il prezzo del cibo è salito del 10% tra giugno e luglio: più 25% sul prezzo del mais e più 17% su quelli dei semi di soia a causa dell’estate secca in USA, aumento del 25% del prezzo del grano per la siccità in Russia, Ucraina e Kazakhstan)».
La crisi mondiale e l’aumento dei prezzi insomma non può essere affrontato solo dal lato economico e fiscale: un approccio privo della dimensione ecologica ed ambientalista è gravemente insufficiente. I cambiamenti climatici e i pericoli che pongono alle nostre economie, alla nostra salute e alla nostra stessa sopravvivenza sono ormai un fatto scientificamente accertato. Ignorare il problema come se non esistesse – strategia seguita, finora, dal governo che ha anzi rilanciato trivellazioni e sussidi per i combustibili fossili – non è la strada da seguire.Leggi in dettaglio il dossier WWF

da http://www.wwf.it

Posted in Senza categoria | 1 Comment »

Gli ‘Ecologisti per la ricostruzione dell’Emilia

Posted by filippobortolini su 15 agosto 2012

Quello che succede al di sotto della crosta terrestre, come il terremoto del 20 maggio in Emilia ci insegna, non può essere controllato. Quello che succede sopra, sì: edilizia, ingegneria, pianificazione e gestione degli spazi non possono prescindere da serie analisi di impatto idrogeologico e ambientale per evitare che le conseguenze di eventi decisi dalla natura, come quelli sismici, vengano peggiorate dall’ingordigia umana che in Italia è arrivata ad edificare quasi il 60% del territorio, spesso di valore paesaggistico o agricolo e senza studi adeguati sui terreni. Sono partite con queste considerazioni le tre conferenze stampa che gli Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei hanno tenuto giovedì 27 luglio a Carpi, Moglia e a Cento, in Emilia Romagna. I rappresentanti delle tre cittadine, con Suzzara in aggiunta, hanno raccolto un gruppo di lavoro interregionale con l’obiettivo non solo di affrontare l’emergenza post-terremoto ma anche di fare delle proposte concrete per la ricostruzione in chiave green ed eco-compatibile.

Il documento programmatico diffuso durante l’occasione, che ha visto la partecipazione di molti cittadini, pullula di dati e di proposte per ridare linfa vitale a un territorio duramente colpito e ad una popolazione che da un giorno all’altro si è ritrovata senza nulla a vivere nelle tendopoli. Scorrendo il dossier si scopre, ad esempio, che la superficie del territorio italiano interessata da rischio idrogeologico si estende a ben 21.504 km² per un totale di 5553 comuni, quasi il 70% del totale. Si scopre anche i dissesti, provocati – fra le altre cose – proprio dall’eccessiva cementificazione, costano al nostro paese circa 800 milioni di euro all’anno per attività di recupero. Solo il terremoto di maggio, in Emilia, ha prodotto, secondo le ultime stime, danni per 3,5 miliardi nel solo settore abitativo, quasi un miliardo complessivo nella sola provincia di Mantova, «per un dato complessivo per danni agli immobili, alle aziende e al patrimonio artistico e culturaleche si avvicina ormai alla cifra di circa 10 miliardi». Basta farsi due conti per capire che i fondi di cui parla il governo (80% di copertura dei danni) sono molto più irrisori e non vanno al di là del 30-40%. Come risolvere?

Una possibile soluzione potrebbe essere nelle fondazioni bancarie e negli istituti di credito che, senza troppe difficoltà, potrebbero mettere a disposizione in un fondo per la ricostruzione gestito dalle Regioni coinvolte le somme necessarie. Lo Stato dovrebbe inoltre consentire, anche per via legislativa, a queste regioni di derogare al patto di stabilità e ai vincoli di indebitamento, per meglio consentire la ricostruzione. Alle proposte per il reperimento dei fondi e per gli interventi fiscali/legislativi/amministrativi si accompagna anche un piano per la ricostruzione ecocompatibile e ad alta efficienza energetica e proposte di interventi per l’edilizia scolastica con soluzioni di strutture prefabbricate o in legno con certificazione di costruzione biologica ad efficienza energetica. A questo si dovrebbe accompagnare il recupero dei centri storici e del patrimonio storico culturale con attenzione al significato identitario, culturale e aggregativo che essi costituiscono introducendo anche degli elementi di  integrazione interculturale nella gestione della ricollocazione abitativa. Bisognerebbe, infine, vigilare attentamente sul rischio di infiltrazione mafiosa nelle fasi della ricostruzione.

L’impatto di un terremoto, insomma, si può stemperare attraverso opportuni accorgimenti tanto più necessari in un territorio sismico come il nostro. Si può fare in modo che da un evento drammatico come il terremoto possano venir fuori non solo distruzione e dolore ma anche un’occasione per ricostruire in maniera ecocompatibile e sviluppare attorno un’economia virtuosa.

Leggi il dossier con le proposte degli Ecologisti per la ricostruzione in Emilia: analisi e proposte.

da http://www.ecologistiecivici.it

Posted in Appuntamenti / Agenda, Note politiche | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »