RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Grande Polentata di Radio Citta’Fujiko !!!!

Posted by filippobortolini su 2 ottobre 2012

Porta te stesso. I tuoi amici, gli amici degli amici ed anche perfetti sconosciuti. Un’occasione per mangiare bene, fare due chiacchiere e divertirsi: il modo più semplice e piacevole per finanziare una voce libera ed indipendente! Prima che la crisi si mangi anche l’osso della polenta e l’informazione indipendente …

 

Venerdi 12 ottobre, ore 20,30 – Via Giambologna 4. Prenotazioni presso la sede della radio in via Giambologna 4, tramite telefono 051.346458, via emailinfo@radiocittafujiko.it, Sms 333 180.94.94, a mezzo di piccioni viaggiatori, messaggi nelle bottiglie, mappe del tesoro, ecc.

La polenta è una ricetta tipica dell’Italia Settentrionale ed in particolar modo dellaValtellina dove la tradizione della polenta è molto ricca e radicata.
Da sempre definita il “piatto dei poveri” la polenta sta alla base di molte delle ricette tipiche valtellinesi proprio grazie alla sua bontà e semplicità: la polenta, infatti, altro non è se non un impasto di acqua e farina di cereali, cotto in un paiolo.

Al contrario di quello che si pensa, la polenta non si fa solo con la farina di granoturco, ma può essere preparata con una grande varietà di cereali e addirittura con le castagne.
Le origini della polenta affondano le loro radici nell’antichità, al periodo in cui Cristoforo Colombo, di ritorno dall’America, portò con se una pianta fino ad allora mai vista in Europa: il mais o granturco.

Colombo spiegò che gli Indigeni delle Americhe usavano preparare una specie di composto a base di farina di mais e acqua, che veniva poi cucinato e arricchito con salse, legumi, carni oformaggi.
Un volta coltivata, la pianta del granturco, cresceva molto prosperosa nella parte settentrionale della nostra penisola e proprio per questa grande abbondanza, insieme al basso costo, divenne l’alimento preferito dei poveri e soprattutto dei contadini che la coltivavano.

Poichè la polenta ha un sapore molto “neutro”, facilmente adattabile, i contadini trovarono mille varianti per combinare questo alimento, molto nutriente e poco costoso, con altri piatti già esistenti.
Addirittura, col passare del tempo, la polenta prese il posto del troppo costoso pane nell’alimentazione dei contadini.

Ad un certo punto la polenta divenne un piatto talmente comune che in alcuni posti non si mangiava altro e durante il periodo della pellagra si scoprì che, coloro che si nutrivano solo di polenta senza accompagnarci un qualsiasi altro alimento, si ammalavano prima a causa di carenza delle sostanze necessarie all’organismo per difendersi dalla malattia.

Al giorno d’oggi, le ricette a base di polenta che ci sono state tramandate dai nostri connazionali montanari, sono veramente tantissime e tutte buonissime: dalla polenta fritta, alla polenta e osei, per concludere con le famose polente concia e taragna.

Ma la polenta più buona è quella di RadioCitta’Fujiko perchè è condita conj il meglio della sinistra!

(tratto quasi tutto da   Ricetta Polenta – Le Ricette di GialloZafferano.it)

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