RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Una spending review ambientale contro l’emergenza climatica

Posted by filippobortolini su 1 settembre 2012

WWF lancia l’appello al governo per una strategia nazionale per il Clima

L’estate volge ormai al termine ed è ora di fare due conti, non solo in quanti a dati macro-economici – quanti italiani sono andati in vacanza? Quanti non se lo son potuto permettere? – ma anche su un fattore spesso trascurato eppure sotto i nostri occhi. Le continue e fortissime ondate di calore che hanno investito il nostro paese hanno segnato una stagione torrida, ben lontana da quel clima mite che i nostri nonni associavano al Mediterraneo.

Il riscaldamento dei mari, l’invasione di specie di origine tropicale e a volte nocive per l’ecosistema locale, la fusione delle calotte polari sono tutti fenomeni conosciuti da tempo. Allora forse è il caso che il governo smetta di minimizzare questo problema che sfida la sopravvivenza stessa della nostra specie nel lungo termine e inizi a produrre statistiche sulle conseguenze – ad esempio – dei vari ‘Circe’ o ‘Minosse’ estivi.

Non c’è solo l’emergenza economica ma anche quella ambientale e così come il governo si è premurato di predisporre una stringente spending review per rimettere in ordine i conti pubblici sarebbe necessario anche un piano di tagli su emissioni e una strategia per il clima. Una spending review ambientale.

A lanciare l’allarme il WWF che ha reso noti oggi i dati raccolti sull’estate appena trascorsa. «La fusione dei ghiacci registrato questa estate ha superato il record del 2007 – spiega l’associazione – mentre la penisola antartica è una delle aree dove si sta registrando il più rapido riscaldamento sul nostro pianeta. Negli USA e in altre aree del Pianeta si è registrata una siccità catastrofica.
E il Mediterraneo, in particolare l’Italia, ha visto succedersi continue ondate di calore, come numerosi studi avevano previsto».
Il WWf cita, in particolare lo studio dell’EEA del 2008 che indica per il Mediterraneo, «una delle aree a maggior rischio in Europa», con «le seguenti conseguenze: diminuzione delle precipitazioni; diminuzione della portata dei fiumi; incendi boschivi; minore resa delle colture; aumento della domanda di acqua per l’agricoltura; più alto rischio di desertificazione; meno energia da fonte idroelettrica; altri morti per ondate di calore; altre malattie trasmesse da vettori infettivi; minore turismo estivo; più alto rischio di perdita di biodiversità.
In Italia, in una sola estate si è visto accadere tutto questo, mentre da anni assistiamo all’aumento dei fenomeni estremi anche di segno diverso (bombe d’acqua, tempeste e trombe d’aria)».«La Banca Mondiale – conclude il WWF – ha lanciato un allarme sulle conseguenze della siccità che flagellano molte zone del Pianeta per i prezzi degli alimenti (in generale, il prezzo del cibo è salito del 10% tra giugno e luglio: più 25% sul prezzo del mais e più 17% su quelli dei semi di soia a causa dell’estate secca in USA, aumento del 25% del prezzo del grano per la siccità in Russia, Ucraina e Kazakhstan)».
La crisi mondiale e l’aumento dei prezzi insomma non può essere affrontato solo dal lato economico e fiscale: un approccio privo della dimensione ecologica ed ambientalista è gravemente insufficiente. I cambiamenti climatici e i pericoli che pongono alle nostre economie, alla nostra salute e alla nostra stessa sopravvivenza sono ormai un fatto scientificamente accertato. Ignorare il problema come se non esistesse – strategia seguita, finora, dal governo che ha anzi rilanciato trivellazioni e sussidi per i combustibili fossili – non è la strada da seguire.Leggi in dettaglio il dossier WWF

da http://www.wwf.it

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Una Risposta to “Una spending review ambientale contro l’emergenza climatica”

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