RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Un’altra manovra è possibile

Posted by filippobortolini su 13 luglio 2011

I Verdi lanciano la loro proposta: le opposizioni traducano in emendamenti.

L’Italia rischia, soprattutto dopo l’attacco speculativo alla borse, di fare la fine della Grecia. In tutta risposta il governo ha predisposto una Manovra finanziaria “lacrime e sangue” che porta al lastrico famiglie già al ridosso della soglia di povertà e deprime ancora di più lo sviluppo del paese. Eppure riportare in ordine i conti pubblici senza scaricarne il peso sulle fasce più deboli e sulla spesa sanitaria, ambientale e sociale è possibile.

I Verdi hanno elaborato un piano dettagliato per recuperare soldi ed eliminare gli sprechi senza mettere mano nelle tasche degli italiani come sta facendo il governo Berlusconi.Vi spieghiamo come.

Con il denaro che costa un solo cacciabombardiere F-35 (124 milioni di euro) si possono realizzare 83 asilo nido dalla capacità di 60 bambini ciascuno. Con 1,24 miliardi di euro (dieci F-35) si possono acquistare impianti fotovoltaici (da 3 Kwh) per 80 mila famiglie (che potrebbero quasi azzerare la loro bolletta elettrica).

Si produrrebbero 288 milioni di Kwh di energia pulita ogni anno e le emissioni inquinanti verrebbero ridotte di 235 milioni di kilogrammi di Co2 ogni anno permettendo all’Italia di rispettare gli impegni europei e avere un’aria più pulita. L’Italia di caccia F-35 ne vuole comprare 135: solo risparmiando sulle spese militari si accumulerebbero 43 miliardi di euro, secondo questo schema:

• 15 MILIARDI – 135 CACCIA F-35: costo unitario 124 milioni di euro!

• 5 MILIARDI – EUROFIGHTER: l’ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 miliardi di euro.

• 1,3 MILIARDI – 8 AEREI SENZA PILOTI

• 4 MILIARDI – ELICOTTERI: l’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90.

• 5 MILIARDI – NAVI DA GUERRA: l’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’.

• 915 MILIONI – SOMMERGIBILI: il costo di due soli sommergibili militari.

• 12 MILIARDI – SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni.

La stima di spesa complessiva è stimata intorno a 12 miliardi. Inoltre ci sono altri interventi possibili senza scaricare il peso della manovra sui cittadini: la tassazione per le rendite finanziarie, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco (scudo fiscale), riduzione dei costi della politica, taglio alle opere pubbliche inutili.

Altri 26,5 miliardi di euro al bilancio dello Stato. Il dettaglio:

• 5 MILIARDI – RENDITE FINANZIARIE: portando la tassa sulle rendite finanziarie dal 12,5% attuale al 20% si potrebbero recuperare 5 miliardi.

• 5 MILIARDI – SCUDO FISCALE: con l’aliquota dello scudo fiscale al 10% si possono recuperare altri 5 miliardi di euro

• 6 MILIARDI – OPERE INUTILI: tagliando le opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina, il corridoio Tirrenico (Maremma) e il corridoio tirrenico Sud (autostrada Roma-Latina) si possono risparmiare 6 miliardi.

• 3 MILIARDI – OPEN SOURCE: utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer. Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 miliardi di euro.

• 7,5 MILIARDI – SPRECHI E COSTI POLITICA: diminuendo del 70% già solo le ‘auto blu’ e riducendo le indennità dei consiglieri regionali in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7,5 miliardi.

Il totale è sconvolgente: 69,5 miliardi di risparmio in totale, sufficienti non solo a rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio-basse ma anche a rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca, sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.

I Verdi chiedono alle opposizioni parlamentari di accogliere questa proposta e trasformarla in emendamenti concreti in Parlamento. La domanda da fare a Tremonti e Berlusconi, invece, è: perché la crisi devono pagarla le fasce deboli quando le risorse per affrontare questo momento difficile sono già nei bilanci dello stato per armamenti e opere inutili?

da www.verdi.it

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