RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

L’Italia merita di più! Nasce la rete federata degli Ecologisti e Civici

Posted by filippobortolini su 20 maggio 2011

Roma, 21/22 maggio 2011 – Il Programma delle giornate

Sabato 21 Maggio

STARHOTELS METROPOLE – Via Principe Amedeo 3 – 00185 Roma


Sessioni Programmatiche

Ore 14.00 Apertura

Ore 14.15/15.00 Relazioni Introduttive

Giuliano Tallone/Claudia Bettiol
Appello “Io Cambio”

Michele Dotti
Appello “Abbiamo un Sogno”

Angelo Bonelli/Cristina Morelli
Federazione nazionale dei Verdi

Marco Boschini
Sindaci della Buona Amministrazione

Saluto di Stefano Leoni
Presidente nazionale del WWF
Ore 15.00 Sessioni programmatiche: Le proposte per CAMBIARE l’Italia

Sala 1

15.30/17.30 Green Economy. La necessità storica di andare oltre finanza e PIL: economia ecologica e solidale, indicatori di benessere e innovazione energetica. Il debito pubblico e le politiche monetarie. Nuovi lavori. Formazione, Ricerca e Innovazione. Beni Comuni.

Oggi la vera sfida, rivolta alle nuove generazioni, è quella di riconvertire l’economia in una direzione più equa, più sostenibile e che consenta una redistribuzione delle risorse naturali ed economiche a livello nazionale e mondiale. L’obiettivo è quello di un riequilibrio tra nord e sud del mondo, che promuova un miglioramento delle condizioni di vita per tutti.
Per questo occorre un nuovo paradigma, fondato sulla riscoperta dei beni comuni (the Commons), su cui misurare le politiche e i percorsi di civiltà, puntando a condividere la fruizione delle risorse comuni – naturali e culturali – e preservarne la capacità di rigenerazione. Si tratta di elaborare scenari economico-finanziari che consentano di preservare risorse per le generazioni future, di attivare meccanismi virtuosi e di incrementare il lavoro indirizzando le imprese verso una reale sostenibilità. In questa sessione si affronteranno i temi delle nuove relazioni industriali, dei green jobs, dei nuovi indicatori del PIL, della contabilità ambientale, della finanza etica, della formazione, dell’innovazione e della ricerca, della nuova fiscalità.

Il modello di sviluppo attuale basato sull’utopia di una crescita infinita, nato con la rivoluzione industriale e continuato con l’affermarsi dell’ultra-liberismo economico, si scontra oggi con i limiti imposti dalla biosfera. Il crescente squilibrio nella distribuzione della ricchezza oggi causa non solo flussi migratori inarrestabili tra nord e sud del mondo, ma anche tensioni sociali tra i cittadini diseguali all’interno di una stessa nazione. E’ necessaria la costruzione di un nuovo paradigma culturale e produttivo che punti a creare nuova occupazione -promuovendo da una parte rispetto dei diritti e dignità e dall’altra efficienza energetica e sana competitività – nella preservazione delle risorse per le generazioni future. La gestione dei flussi di materia ed energia che entrano nei cicli di produzione e consumo va dosata sulle capacità di rigenerazione degli ecosistemi e improntata alla chiusura dei cicli. In maniera simile, al fine di evitare la creazione di bolle finanziarie alimentate dalla creazione ed espansione del debito, vanno riformate le politiche monetarie ancorandole a parametri biofisici e inserendo, anche all’interno delle politiche fiscali e di valutazione del benessere della popolazione, opportune correzioni che tengano conto dell’impatto ambientale delle attività antropiche e della reale prosperità del sistema paese.

Partecipano: Antonio Tricarico (CRBM), Dario Tamburrano (ASPO Italia), Claudia Bettiol (Ingegnere e sociologo), Luana Zanella (già deputataVerdi), Francesco Alemanni (Costituente ecologista),Marco Gisotti (Modus Vivendi), Fabio Salviato (Fondatore Banca Etica), Natale Ripamonti (già senatore Verdi), Pierluigi Paoletti (Arcipelago SCEC), Giuseppe Carpentieri (direttivo MDF), Michele De Palma (Uniti contro la crisi), Debora Billi (Blogger), Delfina Rossi (FYEG)

17.30/19.30 Politiche Energetiche e Cambiamenti Climatici. L’energia come bene comune e la “democratizzazione energetica” come diritto naturale. Rinnovabili, efficienza energetica e Smart Grids. I Cambiamenti Climatici. La chiusura dei cicli produttivi e Rifiuti zero.

L’energia è diventata una questione cruciale per la società, l’ambiente e le imprese. Il picco del petrolio, l’effetto serra e la strategicità delle risorse la pongono al centro sia del dibattito nell’opinione pubblica, sia della politica, poiché ogni scelta in materia ha, e avrà sempre di più riflessi importanti sulla pace, sulle condizioni di vita dei popoli, sull’ecosistema, sulla salute pubblica e sulle dinamiche sociali. E’ in realtà la questione fondante che garantisce la libertà, indipendenza e prosperità di una nazione e di una comunità locale. Pertanto non è più possibile lasciare questo importante settore in mano alle “decisioni spontanee” di gruppi d’interesse e i cittadini sempre di più si pongono il problema di essere attori attivi e responsabili, rivendicando il diritto-dovere alla gestione di questo che è ormai da considerare un bene comune e non una risorsa privata. Un aspetto importante della questione energetica è quello legato alle tecnologie e al ruolo della scienza in stretta connessione con gli aspetti decisioni. Da un lato, infatti, il apporto con la tecnologia è essenziale per superare le difficoltà di oggi, conservando la qualità della vita nei paesi occidentali, andando incontro alle legittime aspirazioni dei Pvs, ma dall’altro il mondo della tecnologia deve aprirsi sempre più alle esigenze dei cittadini introducendo con forza elementi sociali nel dibattito e affrontando le tematiche energetiche con un approccio interdisciplinare aperto anche alle scienze umane. Questo aspetto è fondamentale già ora, perché ora siamo nella fase di transizione da un modello energetico insostenibile basato sui fossili a quello che dovrebbe vedere la centralità delle rinnovabili. Si tratta di una discussione di grande importanza anche perché sarà necessario tradurre in proposte pratiche e concrete, da offrire ai cittadini, agli amministratori locali e al mondo della politica, che possano produrre soluzioni sia sotto al profilo ambientale, sia dal punto di vista dell’economia, innescando un circolo virtuoso tra il mondo dell’energia e quello dell’industria e del lavoro. Altrettanto fondamentale sotto al profilo della sostenibilità è la gestione del ciclo di vita dei beni e quindi dei rifiuti. Un approccio complessivo a questo problema deve partire dall’inizio e dalla fine del ciclo, quindi massima salvaguardia delle materie prime di ogni tipo e massima ottimizzazione dei rifiuti. È necessario trovare, quindi, le soluzioni per scindere il rapporto tra plusvalenza economica e produzione dei rifiuti, ribaltando l’approccio utilizzato fino a ora, nel quale tutte le parti del ciclo di vita dei beni, anche quelle negative per la società e l’ambiente, sono connesse agli indicatori economici. In questa sessione, quindi, si discuteranno i temi delle Rinnovabili, del no al nucleare, delle Smart Grids, della generazione diffusa, delle 3R (riduzione, riciclo, riuso) e delle emissioni di carbonio.

Partecipano: Sergio Ferraris (Direttore Qualenergia), Pinuccia Montanari (Assessore Comune di Genova), Claudia Bettiol (Ingegnere e sociologo), Erasmo Venosi (Esperto in energia), Massimo Scalia (Docente Universitario), Antonio Zecca (Docente Universitario),Roberto Cavallo (Esperto di riduzione e strategie LAC), Mauro Spagnolo (Rinnovabili.it, Lorenzo Bagnacani (Green Vision Ambiente), Maria Grazia Midulla (WWF), Massimo Sapienza (Assoenergie), Stefano Cordiner (Energy Manager Università di Tor Vergata) Antonella Pellegrini (9Ren) Angelo Consoli (Fondazione Jeremy Rifkin) Aldo Iacomelli (CIRPS)

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Sala 2

15.30/17.30 Post Carbon Cities. Urbanistica per la qualità della vita, il diritto alla casa, la libertà di movimento. Beni culturali, il paesaggio, il territorio agricolo e la città come Beni comuni.

Progettare città ecologiche, significa interessarsi del benessere e della salute del 50% della popolazione mondiale. Pensare la città come Bene comune, tutelare i Beni storici e artistici, gli spazi pubblici e il paesaggio del nostro Paese, conservare il territorio agricolo, mantiene l’orizzonte di appartenenza che fonda l’identità individuale e collettiva di un popolo e garantisce la coesione sociale.

Bloccare ipertrofia urbana e spreco di territorio è imperativo per l’urbanistica oggi riducendo, in questo modo, costi di gestione per chilometri di strade, reti tecnologiche, impianti di pubblica illuminazione, servizi. E infatti, ovunque in Europa, si attuano politiche di contenimento del consumo di suolo e si realizzano sistemi di trasporto collettivo su ferro, integrati con percorsi pedonali e ciclabili. Le città e i complessi edilizi che le costituiscono vengono riqualificati con l’obiettivo del risparmio energetico, per accrescere la qualità della vita anche di bambini e anziani, per favorire ricerca e innovazione nell’industria (si pensi a Stoccolma).

L’Italia, invece, va verso modelli insostenibili. Le città senza regole continuano a espandersi senza fine e uno spessa crosta cementizia ricopre ormai enormi zone del paese, non solo la pianura padana. Un’infinita villettopoli divora gli spazi aperti aggrediti ovunque da distese di capannoni, mentre i comuni interni montani e appenninici e le loro campagne subiscono un inarrestabile processo di abbandono. Abbandono e assenza di manutenzione producono così anche il dissesto idrogeologico, causa di morti e distruzione ricorrenti e la riduzione delle disponibilità alimentari, che deve essere colmata con massicce importazioni dall’estero, aumentando a dismisura la nostra “impronta ecologica”. Persa nel contempo, per sempre, la qualità del paesaggio rurale, valore aggiunto non riproducibile del prodotto italiano, fonte di biodiversità e garante dell’identità culturale.

Mettere un freno all’espansione urbana, ricondurre le città ed i territori entro limiti di crescita sostenibili, proteggere il territorio agricolo come la città storica, recuperare spazi e bellezza urbani, accrescere i livelli di tutela per i Beni Culturali, destinando risorse adeguate alla loro conservazione e investendo per mantenere e accrescere il capitale di bellezza che ci appartiene e costituisce la nostra comune identità, favorire l’innovazione tecnologica nelle nostre città per accrescerne la vivibilità e ridurre lo spreco energetico, insieme con una forte azione di tutela dei luoghi e del paesaggio dei piccoli centri, delle comunità di montagna o delle campagna, sostenendo la presenza degli abitanti e quindi il loro lavoro, sono obiettivi prioritari per il nostro Paese, che su di essi può fondare la prospettiva di un nuovo rinascimento.

Partecipano: Paolo Berdini (Urbanista) e Violante Pallavicino (Comitato per la Bellezza), Domenico Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano) Sauro Turroni (Urbanista) Mauro Agnoletti (Facoltà di Agricoltura Firenze) Anna Donati (Esperto Mobilità e Infrastrutture) Chiara Ortolani (Urbanista) Dario Tamburrano (Aspo Italia) Tommaso Grassi (Lista Civica Verdi/Spini Consigliere Comune Firenze) Nathalie Naim (Consigliere I Municipio Roma), Maria Pia Guermandi (Archeologa, vicedirettore http://www.eddyburg.it)

17.30/19.30 Ambiente e Agricoltura. Aree Protette e Biodiversità. Diritti degli animali. Turismo Sostenibile.

La perdita di biodiversità, uscendo dal 2011 Anno Internazionale su questo tema, è il secondo grande problema globale dopo i cambiamenti climatici. L’Italia dispone ora di una Strategia Nazionale per la Biodiversità, che va applicata e finanziata se non si vuole lasciarla diventare un “piano di carta”, e l’Europa dei nuovi obiettivi della Comunicazione della Commissione per gli obiettivi per il 2020. In un panorama nel quale l’aggressione al territorio e alle risorse naturali è sempre più grande diventa sempre più importante la salvaguardia del patrimonio naturale esistente che oggi non è più legata solo all’approccio dell’ambientalismo classico, con una visione solo protezionistica ma è diventata anche il centro di un progetto che porta a farne oltre che uno strumento di conservazione anche un volano di sviluppo socio-economico. Questo è il nuovo progetto delle aree protette, in Italia, in Europa e su scala planetaria, che vedrà un confronto programmatico di ampio respiro nel prossimo World Parks Congresso del 2014, a più di dieci anni dal precedente. Ormai si è coscienti che la tutela della biodiversità è essenziale anche dal punto di vista economico, essendo le risorse che ne provengono centrali per campi della produzione come l’agricoltura e l’industria farmaceutica, mentre sono sempre maggiori le richieste per un turismo di qualità legato alla salvaguardia dei territori e del paesaggio. Il turismo destagionalizzato, culturale, archeologico, naturalistico, agrituristico, sportivo può essere al centro delle politiche economiche del nostro Paese, che ha una qualità unica nel mondo. Ma la biodiversità è anche al centro dei servizi ecosistemici come la depurazione dell’aria e dell’acqua, la produzione di ossigeno e il sequestro di carbonio – contribuendo alle politiche del clima -, alla produzione di fonti alimentari e energetiche per le popolazioni locali. Questi temi sono anche al centro delle politiche di cooperazione internazionale. L’agricoltura, in questo quadro, vede nella multifunzionalità una chiave straordinaria di assetto del territorio non più puntando sulla quantità ma sulle qualità del cibo, dei servizi ecosistemici, del valore paesaggistico e turistico del territorio. In questo quadro i diritti della natura e degli animali assumono una valenza centrale, che va al di là di un aspetto “tematico”, al pari di quelli degli animali umani, e il loro sviluppo giuridico, culturale e sociale sono un elemento qualificante di qualunque politica ecologista per il nuovo secolo.e la farmaceutica, mentre sono sempre maggiori le richieste per un turismo di qualità legato alla salvaguardia dei territori e del paesaggio.

Partecipano: Giuliano Tallone (Presidente LIPU) e Valentina Stefutti (Avvocato), Cristina Morelli (Esecutivo Verdi), Paolo Carnemolla (Federbio), Gianluca Carrabs (ASSAM), Stefano di Marco (Vice-Presidente del CTS), Donatella Murta (Ecomuseo di Cortemiglia), Walter Caporale (Animalisti Italiani), Andrea Ferrante (AIAB), Giannandrea Mencini (Vice-presidente VAS), Maurilio Cipparone (Unione Parchi), Stefano Spinetti (AIGAE), Nino Martino (AIDAP), Vito Consoli (Territorio Roma), Furio Venarucci (Pres. Associazione Nazionale Produttori Agricoli)

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Sala 3

15.30/17.30 Etica e Legalità. Ecologia della Politica. Ecomafie.

L’ecologia deve arrivare anche nella politica non solo come contenuto, ma anche e soprattutto come metodo. Non è possibile dirsi ecologisti senza cambiare le dinamiche politiche che oggi non puntano all’inclusione, generano elite autoreferenziali e allontanano di fatto i cittadini dalla politica. E’ evidente a tutti la crisi della rappresentanza politica, della distanza fra i cittadini e le istituzioni. Dobbiamo ripensare l’impegno politico come iniziativa civico e di servizio. Dobbiamo ripensare i valori dell’impegno individuale e collettivo su una nuova base etica. Vogliamo pensare ad un nuovo movimento politico, aperto a tutti, territoriale e federato ove la diversità e l’esperienza sono una ricchezza per tutti. In parallelo necessita un riconoscimento “costituente” delle forme di conflitto sociale esistenti: migranti, giovani, donne, precari, “popolo inquinato” ed espropriato, a cui va ridata la parola in un’idea di politica come servizio. In questo quadro in Italia si pone, maggiormente che in altri Paesi, anche un problema di legalità, poiché spesso un certo modo di far politica affonda le proprie radici nella corruzione e nell’illegalità diffusa nei corpi sociali.

Partecipano: Gaetano Turrini (Costituente Ecologista, Renate Holzeisen (Avvocato), Marco Boato (già deputato Verdi), Marco Boschini (Comuni Virtuosi), Bruno Mellano (Radicali Italiani), Antonio Turri (Responsabile Lazio di Libera)

17.30/19.30 Nuovi diritti. Diritti Umani e diritti civili. Disarmo e nuove politiche sull’immigrazione, d’integrazione e di cooperazione. Welfare e inclusione. Diritto alla salute.

I cambiamenti interni alla società, lo sviluppo dei rapporti tra popoli diversi, le legittime aspirazioni dei cittadini del sud del Mondo, i flussi migratori impongo oggi una radicale revisione dell’approccio verso i migranti e delle politiche verso i Pvs che non possono essere improntati al neo-colonialismo, come purtroppo è accaduto fino a oggi, ma devono maturare all’interno della cornice della pace, della cooperazione e del pieno rispetto dei diritti umani e delle diversità culturali. Stiamo perdendo in grande velocità il “senso del diritto” nel nostro Paese. I cittadini non riescono più a unire le forze e a credere che sia fondamentale per il proprio futuro pretendere il rispetto dei propri diritti civili. In una società come la nostra che ha subito grandi trasformazioni si sono andate a creare non soltanto nuove forme di lavoro e tempo libero, ma anche nuove esigenze rispetto al tema del Welfare, dei nuovi diritti e del rapporto tra i popoli. Si è passati da un sistema “gerarchico”di società, prodotta dalla prima industrializzazione che si manifestava: nella grande fabbrica, negli stati centralizzati,nella famiglia tradizionale caratterizzata dalle dipendenze di genere ed età, ad una società più aperta ed individualizzata in una dimensione globalizzata. Questi fenomeni hanno tuttavia ridotto anziché aumentare il diritto delle persone e dei cittadini, fino in qualche caso a compromettere anni di conquiste ottenute nel precedente periodo. A più di 60 anni dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo siamo ancora qui a difendere il diritto alla salute, il diritto di genere , alla mobilita e all’emigrazione. Per queste ragioni il nuovo movimento ecologista deve essere protagonista di una nuova “rinascita”, che ponga al suo centro lo sviluppo umano e sostenibile, per la serenità e la capacità di futuro a livello di comunità e dei singoli. Alla base di questo ripensamento concreto, ci sono: il disarmo, la cooperazione, il dialogo, l’uso positivo dei media, il ruolo costruttivo dell’arte e degli artisti, il diritto alla salute, il diritto di genere, l’educazione e l’istruzione, intesi tutti come buone pratiche di un approccio ecologico, necessari per risolvere i problemi della contemporaneità e per creare un nuovo modello di società. Le ultime immagini relative agli sbarchi nell’isola di Lampedusa , fanno parte dell’ immaginario collettivo contemporaneo, ma le inefficienze e le lamentele del governo, fanno parte di una politica incapace di andare oltre alla contingenza, e di porre il fenomeno dell’immigrazione e dei migranti al centro delle politiche delle società nel terzo millennio. Un fenomeno che al pari dei nuovi diritti andrebbe affrontato in maniera olistica e non settoriale, non come un emergenza ma come una risorsa. Rompere vecchi tabù, evitare che si creino nuovi muri e nuove forme di apartheid , creare una interconnessione costruttiva e pacifica tra i popoli e le persone, vigilare sul rispetto dei diritti umani, sono le pratiche che noi auspichiamo in questo nuovo corso ambientalista ed ecologista che stiamo andando a costruire.

Partecipano: Michele Dotti (Appello Abbiamo un Sogno), Francesco Muscau (Costituente Ecologista) Daniele Caldarelli (Terzo Settore), Angelo Masetti (Forum Italia Somalia), Maurizio Simoncelli (Resp. Ass. Disarmo in Italia), Steve Emenjeuru (Operatore culturale comunità nigeriana), Franco Pittau (Caritas immigrazione), Mao Valpiana (Movimento non violento), Paolo Galletti (ex Deputato Verdi), Giuseppe Liguori (Missionario Cattolico), Domenico Rizzuti (SEM-Sinistra Euro Mediterranea), Mauro Alivia (già Presidente dei medici antroposofi italiani), Angela Scalzo (SOS Razzismo Italia),Tiziana Frongia (Costituente Ecologista)

Per facilitare lo svolgimento delle sessioni programmatiche e per arrivare a delle proposte partecipate e condivise, sarà possibile partecipare ai lavori compilando l’apposito form di iscrizione (CLICCANDO QUI), indicando il workshop scelto e/o inviando la tua proposta per cambiare il Paese all’indirizzo info@costituentecologista.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Domenica 22 Maggio

TEATRO AMBRA IOVINELLI

Via Guglielmo Pepe 43 – Roma

Sessione plenaria

Ore 10.00 Apertura

Ore 10.10 Messaggio

Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica

Conduttore
Marco Gisotti (Modus Vivendi)

Ore 10.20 Relazione

Antonio Noto – IPR Marketing
Presentazione Rapporto sulle prospettive per una politica ecologista in Italia

Ore 11.00 Testimoni della Terra Madre

Sponsorizzato da TERRA
Modera Luca Bonaccorsi

Sydney Possuelo – Leader Indigenista

Satoko Watanabe – Coord. Intern. Verdi Giapponesi

Padre Ottavio Raimondo – Padre Missionario Comboniano

Ore 11.15 Intervento di Giobbe Covatta

Ore 11.25 Sessione

Video di Daniel Cohn Bendit
Co-Presidente Gruppo Verdi-Ale

Monica Frassoni
Co-presidente Verdi europei

Angelo Bonelli
Presidente Verdi italiani

Domenico Finiguerra
Sindacodi Cassinetta di Lugagnano

Mario Tozzi
Ricercatore CNR

Michele Dotti
Coordinatore Appello Abbiamo un Sogno

Claudia Bettiol
Appello Io Cambio

Video di Rita Borsellino
Parlamentare Europea

Video di Stefano Rodotà
Giurista

Jacopo Fo
Attore, ambientalista e divulgatore

Gianfranco Bettin
Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia

Dacia Maraini
Scrittrice

Donne Terre-Mutate
Comitato L’Aquila

Roberto Burdese
Presidente Slow Food Italia

Giuliano Tallone
Presidente Lipu e Coordinatore dell’Appello Io Cambio

Ore 13.00 Sessione Referendaria

Corrado Oddi – Comitato Referendario 2 SI per l’Acqua Bene Comune

Massimo Scalia – Referendum Vota SI Contro il Nucleare

Anna Orunesu e Marco Seddone (C.A.N. – Comitato Antinuclearista Nuorese)

Pausa

Ore 14.00 Video su “Alex Langer: testimone e profeta dei nostri tempi”

Intervento di Marco Boato

Ore 14.15 Conclusioni delle Sessioni Programmatiche

Interventi dei Rapporteurs

Ore 14.45 Eruopean Greens

Video di Philippe Lambert
Co-Portavoce Verdi Europei

Ore 15.00 Video sui Comuni Virtuosi

Vincenzo Cenname
ex Sindaco di Camigliano

Giovanni Ruvolo
Movimenti Civici Siciliani

Paolo Canducci
Ex assessore al comune di San Benedetto del Tronto

Brigitte Foppa
Consigliera comunale di Bolzano

Ore 15.25 Video sul Clima, no al nucleare, Green Economy e Rinnovabili

Video: Il suolo minacciato. 6’20” ed intervento di Nicola dall’Oglio

Pippo Onufrio
Direttore Greenpeace

Mario Agostinelli
Contratto Mondiale per l’Energia

Guido Viale*
Scrittore e sociologo

Tonino Perna
Economista e Sociologo

Myriam Ines Giangiacomo
Vicepresidente Manager Zen

Debora Billi
Blogger

Video di Luca Mercalli
Climatologo

Ore 16.00 Consegna Premio Green Vision con Amedeo Tinelli (Modus Vivendi) e Ines Nobili (Attrice)
Sponsorizzato da MODUS VIVENDI

Thomas Brown – Ricercatore Chose

Mamme Vulcaniche – Comitato di Terzigno

Mario A. Rosati – Imprenditore

Alberto Giuliani – Fotografo

Michele Ciacciofera – Pittore

Nino De Masi –Imprenditore

Ore 16.40 Video su Parchi e Biodiversità

Vittorio Cogliati Dezza
Legambiente

Gaetano Benedetto
Ambientalista

Silvio Greco
Slow Food

Guido Pollice
VAS

Andrea Masullo
Green Accord

Nicola Caracciolo
Italia Nostra

Ciro Pesacane
Forum Ambientalista

Walter Caporale
Animalisti Italiani

Gianluca Felicetti
LAV

Ore 17.10 Presentazione del Nome

Ore 17.30 Conclusioni

Michele Dotti
Coordinatore Appello Abbiamo un sogno

Marco Boschini
Assessore all’Ambiente del comune di Colorno

Angelo Bonelli
Presidente nazionale dei Verdi

Giuliano Tallone
Coordinatore della Costituente Ecologista

* Sono stati invitati in attesa di conferma
N.B. Per far fronte alle spese organizzative sarà richiesto a tutti i partecipanti un contributo/sostegno di 10 euro

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