RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

5 domande a Balzanelli

Posted by filippobortolini su 13 luglio 2009

balzanelli

Da un paio di settimane Aldo Balzanelli, Direttore di Repubblica-Bologna, ha aperto un blog sul sito locale di Repubblica. Una bella iniziativa, sono sincero, dove poter discutere le notizie pubblicate, le scelte editoriali fatte da lui e dalla redazione.

Dopo l’insediamento della Giunta ha pubblicato un post che troverete qui di seguito al quale in molti, compreso me, hanno risposto e/o commentato. Alla fine il buon Balzanelli ha risposto a tutti i commenti, ma al mio no!! Allora in stile ‘Repubblica Vs Berlusconi’ riformuliamo le domande e vediamo se al suo ritorno dalle ferie  mi avrà risposto.  Buona lettura. 

Fatta la giunta Delbono (in autonomia?) / 2  (di Aldo Balzanelli)

Leggo non senza qualche stupore commenti secondo i quali l’assetto della nuova giunta comunale sarebbe il segno della scelta del sindaco Debono di decidere in autonomia. Davvero? A me era parso di assistere a un altro film, ma probabilmente mi sbaglio io. I neoassessori sono tutte persone stimabili, sulle quali il giudizio va sospeso in attesa di vederli all’opera, ma davvero il sindaco Delbono non vedeva l’ora di portarsi in giunta, in autonomia,  Maurizio Degli Esposti, che nel curriculum per fare l’assessore all’urbanistica può mettere soltanto la fedeltà a Caronna? O ci teneva proprio a fare vicesindaco Merighi, incarnazione della continuità cofferatiana, dovendo per questo “tradire” un patto fatto con l’Idv? O Simona Lembi, che stimo, ma che rappresenta il risarcimento a De Maria per aver perso quasi tutte le partite e per non farlo uscire proprio a mani vuote dalla trattativa di giunta. O Plinio Lenzi, entrato in conclave vicesindaco e uscito semitrombato perchè gli ex ds dovevano marcare la loro presenza. O Milena Naldi, che se fosse nel Pd non farebbe l’assessore.

In autonomia? Non sono nato ieri, so benissimo che una giunta si fa anche consultando i partiti della propria coalizione e che gli equilibri da rispettare sono tanti, ma la laurea ad honorem in autonomia mi sembra francamente esagerata.

Ed ecco le mie cinque domande: (di Filippo Bortolini)

Direttore le faccio qualche domande in stile Repubblica 🙂
Io per dieci anni ho fatto il consigliere di quartiere (1999-2009) e ho militato in un piccolo partito.
Sono stato in mezzo alla gente, fatto commissioni, studiato leggi e regolamenti, lavorato, quasi laureato, lottato con la burocrazia e conquistato la fiducia di tanti dipendenti pubblici sfiduciati che avevano solo bisogno di essere valorizzati e coinvolti.
Oggi guardo la giunta e vedo poche persone provenienti dalla politica, altri che hanno insultato i partiti perchè chiedevano di essere coinvolti nella squadra di governo e mi faccio diverse domande che vorrei fare anche a lei.

1) Ci si lamenta della qualità dei politici, ma se poi chi si impegna, fa le campagne elettorali, fa esperienze amministrative e studia non viene coinvolto nel governo delle amministrazioni, come si può pretendere che ci siano persone e giovani di qualità che investano il loro tempo nella politica e soprattutto ci sia un ricambio generazionale?

2) E’ possibile che un partito (PD) e/o un Sindaco che ha bisogno di alleati per vincere le elezioni umili, escludendoli dal governo della città Giunta e Quartieri, PRC-PdCI-Verdi?

3) Molti preferiscono queste squadre ‘tecniche’ (che alla fine poi non lo sono per niente), ma mi domando comunque…un manager come Sita…andato in pensione qualche mese fa, se pur competente, che visione avrà del futuro di questa città?

4) Ho letto i nomi, le età e le provenienze degli assessori della Giunta fiorentina e ne ho colto un messaggio per me molto positivo: si ‘premiamo persone giovani e che hanno fatto esperienza politica’. Cosa ne pensa?

5) In questi ultimi 10 anni ho letto, quasi giornalmente, su quotidiani e agenzie appelli di politci, politologi e giornalisti rispetto al bisogo di maturità della sinistra e delle forze ecologiste.
Che tradotto significava state in maggioranze e governate, ma se poi nelle squadre di governo non veniamo coinvolti?

So che sembra più uno sfogo che altro, ma sinceramente non riesco a rassegnarmi ad una politica che sia solo gestione del potere da parte di alcuni potentati economici e alcune correnti di due partiti (PD e PDL) che sono sempre più simili,sia nelle proposte politico/economiche, che nelle modalità di gestione del potere e dei rapporti con alleati e cittadini.

Distinti saluti.

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