RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

‘Zappa Day’: 1000 orti pubblici in 5 anni a Bologna

Posted by filippobortolini su 4 giugno 2009

Orti

(Un ringraziamento per l’illustrazione  a Pietro Scarnera)

Le zone ortive rappresentano una importante forma di aggregazione e di lotta al decadimento della qualità della vita.
A Bologna l’esperienza degli orti nacque negli anni ’80 con l’obbiettivo di evitare l’isolamento dell’anziano, contribuire a mantenerlo in maniera autosufficiente, permettendogli allo stesso tempo un sano impiego del tempo libero facilitandogli  le occasioni d’incontro, di discussione e di vita sociale.
Oggi, dopo quasi un trentennio le aree ortive sono circa 20 per un totale di 3000 unità in città.

Nei primi anni di queste esperienze gli assegnatari degli orti erano prevalentemente ex contadini, ex braccianti che a seguito dell’industrializzazione degli anni cinquanta e sessanta, erano emigrati dalle campagne verso la città per lavorare nelle fabbriche e al momento del pensionamento avevano ricercato attraverso la cura dell’orto una sorta di ritorno alle origini.
Oggi gli ex agricoltori non superano il 6% degli assegnatari, mentre gli altri sono ex operai, tecnici, impiegati, commercianti, casalinghe di tutto un po’ dunque.

Io credo che oggi, a tanti anni di distanza, si debba fare un salto di qualità nell’offerta di questa opportunità ai cittadini bolognesi, servono infatti almeno un migliaio di nuovi orti da realizzare in città.

Orti reno

(nella foto l’area ortiva di Via Chiarini al Quartiere Reno)

In primo luogo per poter evadere le numerose richieste che attualmente non  riescono ad essere soddisfatte e secondo perché credo che queste iniziative possano essere molto importantisoprattutto in questo periodo di crisi economica. Infatti un appezzamento di terreno anche se piccolo può produrre una quantità di beni sufficiente ai consumi di due nuclei famigliari, diventando così un supporto economico rilevante.

Costruire 1000 nuovi orti significherà creare ricchezza materiale (i prodotti agricoli), ma anche immateriale (socialità e coesione sociale).
Le aree ortive dovranno essere realizzate all’interno di parchi pubblici, un po’ come avviene ora, avendo anche una funzione di presidio territoriale con il fine di aumentare il controllo e la percezione della sicurezza.
I costi non sono esorbitanti, infatti per realizzare 1000 orti con un piano di 200 orti l’anno per 5 anni, si aggirano attorno ad 1 milione di Euro (la realizzazione di un orto di 35 metri quadri costa all’amministrazione circa 12.000 Euro)
E suggeriamo anche i luoghi ideali per realizzare parte di questi orti: le aree militari dismesse, partendo dal nascente Parco  Giovanni Spadolini (nell’ex area militare dei Prati di Caprara).


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