RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Una soluzione per le aree pedonali e via del Pratello

Posted by filippobortolini su 19 maggio 2009

pratello

La pedonalizzazione di ampie aree della città è  un impegno che i Verdi perseguono da sempre in Europa, in Italia e ovviamente anche a Bologna.
Nel nostro paese però, anche se vi sono stati tentativi lodevoli, queste buone pratiche sono ancora molto limitate.

Le diverse amministrazioni Felsinee negli ultimi vent’anni hanno pedonalizzato piccole aree del centro storico e quasi sempre sono tornate sui propri passi.
Dopo il 1989 con l’approvazione del nuovo piano del traffico alcune laterali di via Ugo Bassi e Rizzoli vennero chiuse, fino alla pedonalizzazione di via Indipendenza.
I commercianti però non accettarono la scelta e dopo le prime proteste tornarono a manifestare nel 1990 con una serrata contro la chiusura della strada.
Nel 1991 arrivò la chiusura al traffico di via dell’Archiginnasio, ma fu l’ultimo episodio virtuoso perché già l’anno seguente nel 1992,  si decise la riapertura a taxi e bus di via Indipendenza.
Con l’avvento della giunta Guazzaloca  nel 1999 si abbandò tali strategie e anzi vennero riaperte aree pedonali come Piazza Verdi e Via Zamboni, attribuendo al traffico automobilistico una funzione deterrente nei confronti del così detto degrado.

Credo che in questi anni le aree pedonali non siano state pensate e realizzate con la giusta attenzione e partecipazione.
Qui di seguito le mie le linee guida utili per la riqualificazione del Pratello, ma anche per la creazione di aree pedonali confortevoli per chi le vive e per chi ci vive.

– Bisogna realizzare vere pedonalizzazioni, stop ad auto, ma anche motorini.

– Spostare attività che non hanno più un legame con il territorio, in questo    caso credo si debba lavorare per decentrare il carcere minorile.

– Creare una diversificazione delle attività economiche, non solo locali notturni, ma anche negozi di vicinato, creando un mix equilibrato.

– Infine una riqualificazione ambientale.

Via del Pratello pur essendo formalmente una  zona pedonale, nella pratica non lo è; e per questo motivo bisognerà completare la chiusura della strada realizzando ulteriori fittoni mobili a presidio degli accessi che oggi ne sono sprovvisti.
Un’area pedonale produce benessere e non degrado se la si riesce a far vivere durante tutta la giornata, dalla mattina alla sera; oggi invece a seguito delle liberalizzazioni delle licenze commerciali e lo smantellamento dei piani di localizzazione delle attività per genere, si sono create delle vie con particolari vocazioni.
Nella così detta ‘T’ – Ugo Bassi, Indipendenza, Rizzoli – la maggior parte delle attività commerciali sono costituite da banche e negozi di abbigliamento, calzature, pochissimi bar e un solo ristorante. Un insieme di esercizi che chiude generalmente  alle 19.30 e che  lascia deserte queste ampie zone del centro storico.
Seguendo il ragionamento appena illustrato vorrei proporre, partendo proprio da via del Pratello, un nuovo strumento di programmazione  urbanistico/economico.
L’amministrazione dovrà dotarsi di un regolamento comunale ad hoc per le “aree pedonali e non, di interesse particolare” per creare un mix di attività produttive equilibrato, in ogni area, bisognerà realizzare delle sorte di piani regolatori speciali per queste aree di città.

In questo modo si potrà garantire nell’area la ‘vita’ per almeno 12/14 ore al giorno; bisognerà stabilire il numero massimo di Bar, di Pub, di Ristoranti, ma anche di negozi di altro genere, con l’intento di creare delle sequenze di attività merceologiche differenti, per esempio: un bar, un negozio, un ristorante, un pub, un negozio di abbigliamentoo, un negozio di altro genere e poi ancora un Pub, un ristorante, ecc.
La presenza di cittadini dalle 5 del mattino (apertura di giornalai e bar), durante la giornata (ristoranti, bar, negozi) e durante la serata (ristoranti, Pub, negozi) è l’unico modo per far vivere correttamente un’area pedonale, senza penalizzare i residenti e le attività economiche.
Bisogna creare un equilibrio, non tutto negozi, ne tutti pub!
Per accompagnare questo cambiamento bisognerà anche creare degli strumenti che rendano attraenti degli investimenti in questa direzione, per esempio:

Sgravi sull’ICI ai quei proprietari immobiliari che si impegneranno con l’amministrazione a creare quella rete differenziata di attività produttive utili a creare i piani commerciali integrati sopra illustrati.

Sgravi o esenzione dalla Tarsu per quelle aziende che delocalizzano la loro attività in zone dove la categoria merceologica del proprio genere è in sofferenza o non è presente.

Infine gli ultimi due tasselli per una riqualificazione di via del Pratello:

Credo che il Comune di Bologna, insieme ad altri soggetti come le Fondazioni cittadine e l’Università debbano acquisire il carcere minorile del Pratello.
Quello stabile, debitamente riconvertito, potrebbero diventare uno studentato e una casa delle associazioni di zona e non.

Il progetto avrebbe come fulcro l’abbattimento del muro che divide la piazzetta interna, dalla via del Pratello per creare uno spazio aperto che potrebbe diventare il cuore di questo comparto.
Si dovrebbe raggiungere un accordo con il ministero della Giustizia/Interni per una dismissione dell’immobile sul modello delle Aree Militari già cedute al Comune dopo la firma di un protocollo di intesa con il ministero della Difesa.
Il duplice vantaggio di questa operazione sarebbe anche la realizzazione di una nuova e più adeguata struttura per minori, vista l’inadeguatezza dell’attuale carcere.
Secondo tassello, la riqualificazione ambientale della zona attraverso la realizzazione di vera e propria ‘riforestazione urbana’.
Bisognerà piantumare nuove alberature in ogni spazio disponibile, sia nella piazzetta di accesso della via (lato S.Francesco) sia nella nuova piazza (nata dopo l’abbattimento del muro del carcere minorile) e nella piazzetta alla fine della via .
Inoltre bisognerà attrezzare tutta l’area con panchine, vespasiani o comunque  bagni pubblici (realizzabili nell’area del carcere a piano terra), aumentare i cestini per l’immondizia e le rastrelliere per le biciclette.
Migliorare la situazione in via del Pratello si può e si deve, andando incontro alle esigenze dei residenti, ma anche delle attività economiche e dei loro clienti.

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