RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Spezzatino infrastrutturale o una moderna rete di trasporto pubblico? Oggi parliamo di Autobus e Civis

Posted by filippobortolini su 15 maggio 2009

Civis

(nella foto un ‘Civis’)

A Bologna è almeno 15 anni che si discute di infrastrutture, ma a tutt’oggi non si vedono ancora nuovi sistemi di trasporto pubblico che abbiano dato qualche risposta concreta per migliorare la nostra mobilità.

L’amministrazione Vitali, ormai oltre un decennio fa, spinta con forza dai Verdi approvò e trovò i finanziamenti, per realizzare una nuova rete tramviaria in città.
Una progetto che prevedeva la copertura delle principali direttrici di traffico, da San Lazzaro a Borgo Panigale (est-ovest) da Corticella al centro storico (nord-sud); un progetto che se non fosse stato sostituito con il Civis di Guazzaloca, oggi sarebbe in esercizio sulle strade della nostra città.

Partendo da questi dati di fatto, per rendere questa città più sostenibile bisognerebbe evitare l’attuale ‘spezzatino’ infrastrutturale nel campo della mobilità:
Civis, Metrotramvia, People Mover, Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), autobus, filobus.
Una città delle dimensioni di Bologna non può permettersi, soprattutto da un punto di vista economico/gestionale, 4/5 tecnologie di trasporto diverse tra loro e non dialoganti.

Il primo obbiettivo da raggiungere è dunque l’armonizzazione dei sistemi esistenti cercando di puntare su una o due tecnologie al massimo.

Oggi parliamo di Autobus e Civis:

Autobus:
Negli ultimi anni la quasi totalità dei mezzi ATC è stata sostituita con moderni autobus a metano e questa scelta fatta dall’azienda di trasporti bolognese, è sicuramente condivisibile per diversi motivi.
Primo perché le spese per il carburante sono diminuite drasticamente e secondo perché la flotta ha abbassato le emissioni di gas serra, rendendo l’aria della nostra città più respirabile.
Adesso bisogna fare il salto di qualità iniziando a progettare l’intera elettrificazione di tutti i percorsi urbani degli autobus. E in un secondo momento sostituire nel tempo gli ultimi mezzi a gasolio, ma anche quelli a metano con soli filobus alimentati dalla rete elettrica.
In questo modo aumenteremo il nostro risparmio sulla spesa dei carburanti e diminuiremo ulteriormente l’inquinamento rendendo molto più silenziose le nostre strade.

Civis:
I cantieri per realizzare questa opera ormai sono in stato avanzato e non è ipotizzabile immaginare un cambiamento della tecnologia (ovvero questi filo-bus ipercostosi) ora.
Dobbiamo ricordarci infatti che sui 182 milioni di Euro di costo per realizzare questa infrastruttura ben 132 milioni sono imputabili alle così dette ‘opere civili’ ; ovvero il rifacimento delle sedi e dei manti stradali, i marciapiedi, le linee elettriche aeree,  le pensiline delle fermate,  ecc; mentre sono 50 i milioni per la fornitura dei mezzi veri e propri.

Oggi i problemi del Civis sono sostanzialmente due:

a) Il mezzo a guida ottica non è sicuro,  sia per chi lo guida ( i conducenti ATC si sono lamentati inutilmente durante questi anni) ,  sia per gli altri utenti della strada che si troveranno linee bianche sulla carreggiata di non facile comprensione (utili al sistema a lettura ottica dei mezzi).

b) Il percorso non è ancora stato approvato definitivamente e ci sono grossi problemi per quanto riguarda il passaggio all’interno del centro storico.

Qualche soluzione:

1) Terminare  velocemente i lavori stradali/infrastrutturali nelle zone periferiche del tracciato.

2) Limitare al minimo il numero delle vetture da acquistare dal produttore del CIVIS, pagando anche qualche penale.

3) Valutare l’ipotesi di utilizzare il CIVIS come un semplice filobus su di una linea di filobus già esistente, come l’attuale linea 14 (Barca-Pilastro) elettrificata su mia proposta dal Quartiere Reno, ma non ancora in esercizio per la mancanza dei mezzi.

4) Per quanto riguarda il percorso bisogna sciogliere il nodo relativo alla possibilità o meno del passaggio del mezzo in via San Vitale e in Strada Maggiore.
Nell’eventualità dell’arrivo di un diniego da parte della soprintendenza ai beni culturali, credo che la proposta di ASCOM di far transitare il Civis in via Irnerio-Mille-Marconi-Ugo Bassi-Indipendenza sia l’unica praticabile.
Aggiungo che dal mio punto di vista anche la deviazione del percorso da via Marconi in via Riva Reno/San Felice, potrebbe essere superata vista la mancanza di fermate che ne giustificherebbero l’impatto sul territorio che la ospiterà.


2 Risposte to “Spezzatino infrastrutturale o una moderna rete di trasporto pubblico? Oggi parliamo di Autobus e Civis”

  1. Dario said

    Filippo,
    sul Civis i comitati del no hanno detto molte cose non vere. Non c’è alcun impatto se il mezzo passa in centro, è anzi importante che lo si faccia passare al fine di evitare rotture di carico che comportano perdite di utenza. Si tratta comunque di un mezzo elettrico e se riusciamo a deviare utenza privata verso il trasporto pubblico è certamente un vantaggio. Per strada Maggiore basterebbe effettuare una ripavimentazione di consolidamento e far procedere il filobus in modalità non vincolata come avviene in Francia. Del resto la guida ottica è importante solo in ingresso uscita dalle fermate per avere un accostamento a raso preciso.

    • filippobortolini said

      Io ovviamente sono favorevole al passaggio del Civis nel centro storico, ma il progetto attuale (condizionato anche dalla tecnologia utilizzata) sinceramente non lo condivido.
      Era il 2002 (Amm.Guazzaloca) quando insieme ai comitati AntiSmog organizzai una serie di iniziative contro la proposta della metropolitana, del Civis e a favore di un vero tram su rotaia, ho ancora qualche adesivo…
      Il tracciato della della tramvia (proposta dai Verdi – Amm.Vitali) prevedeva il passaggio in San Vitale e Strada Maggiore dunque ero favorevole allora e lo sono anche adesso.
      E’ tanto che ci occupiamo, come Verdi, di Civis e anche durante questa legislatura ci siamo sempre opposti alla scelta di mantenere la scelta di realizzare questa linea di filobus iper costosi.
      Noi abbiamo sostenuto per anni che venisse fatta una scelta chiara a favore del mezzo pubblico.
      Scegliere il Civis e non un Tram evidenzia la volonta di far rimanere tutto come prima…anche oggi passano gli autobus snodati…e non hanno bisogno di pensiline speciali.
      Il passaggio di un vero tram invece prevedeva l’eliminazione della sosta in via San Vitale e Strada Maggiore, lasciando solo isole per il carico scarico…come avviene oggi in Indipendenza, Ugo Bassi e Rizzoli.
      E’ questo il fulcro del problema, io voglio scegliere il mezzo pubblico, in superfice, su rotaia, che riqualifichi il territorio….che sia alternativo all’auto e per questo motivo sono pronto a dedicargli delle strade per farlo funzionare.
      A Bologna invece non si vuole tutto questo, si vuole mantenere tutto com’è!
      O meglio sotto la spinta dei costruttori (cooperatori e non) si va avanti comunque, anche se la soprintendenza dice che ‘quel mezzo’ (insisto!!!!) non può passare per alcune vie del centro storico.

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