RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

ll ‘PACCHETTO BARCELLONA’

Posted by filippobortolini su 4 maggio 2009

spagna-2005-046

Molti di noi conoscono Barcellona capitale della Catalugna e centro culturale di livello mondiale.

Negli ultimi ventanni le diverse amministrazioni che si sono succedute alla guida della città sono riuscite a reinventarla creando quasi dal nulla un modello nell’ambito della promozione culturale e artistica, della socialità e dell’ecologia urbana.

Barcellona è diventata una metropoli sostenibile grazie ad una “semplice” ordinanza comunale ed un’attenta strategia politica. Nel 1992 l’amministrazione coordinò i lavori per produrre un nuovo ‘Piano Strategico’ insieme ai comuni dell’area metropolitana, i soggetti economici come la Camera di Commercio, quella dell’industria e della navigazione, l’Agenzia di sviluppo del Lavoro, l’Autorità portuale, l’Unione generale dei lavoratori e l’Università. Nel 1994 venne presentato il nuovo piano con l’obiettivo dichiarato di rivitalizzare tutto il settore economico; ma il provvedimento più incisivo è dell’agosto del 2000: l’Ordinanza sul solare termico.

A dir la verità non è neanche un’ordinanza autonoma, ma un allegato della più generale ordinanza sull’ambiente del Consiglio Comunale di Barcellona. Quattro pagine che hanno fatto diventare la Spagna il quarto produttore mondiale di pannelli solari ed un centro di ricerca a livello mondiale.

Il provvedimento riguarda i nuovi edifici, le ristrutturazioni di una certa entità, i cambi di destinazione e d’uso, qualsiasi impianto residenziale, sportivo, ospedaliero, industriale, commerciale che abbia una domanda di acqua calda da 292 megajoules. Ognuno di questi edifici è obbligato a produrre almeno il 60% di acqua calda con l’installazione di pannelli solari termici.

L’ordinanza si occupa anche di incentivi regionali e locali, norme tecniche e architettoniche di installazione, specifici programmi per gli edifici pubblici. Sono previste deroghe limitatissime per motivi paesaggistici, con onere della prova a carico del cittadino. Le ispezioni della polizia municipale sono frequenti, così come l’irrorazione di sanzioni pecuniarie e interdittive. E’ allo studio un nuovo testo con parametri ritoccati verso il basso, per aumentare il numero di edifici coinvolti.

Inoltre il Consiglio Comunale e l’Agenzia energetica cittadina hanno stilato un piano energetico, il Plan de mejora energètica de Barcelona, con obiettivi ambiziosi ma possibili: entro il 2010 il 20% di emissioni nocive in meno e meno 4,2% di consumi energetici. Per dare un po’ di numeri: dall’agosto del 2000 al dicembre del 2005 sono state 3451 le tonnellate di emissioni evitate, grazie all’installazione di impianti per 667 kW di potenza per una produzione annua di 814.116 kWh.

Il fotovoltaico non è da meno: per il Forum 2004 delle Culture è stato inaugurato sul lungomare un pannello (quasi un’opera d’arte) che misura da solo 3.780 metri quadri con una potenza installata di 440 kW. Intanto in Catalogna 41 comuni hanno seguito le orme di Barcellona: oggi il 56% degli abitanti vive e produce energia con un’ordenanza solar e così in tutta la Spagna: Madrid, Valencia, Siviglia, Granata, per citarne alcune.In Italia invece si va a rilento, per il solare termico Bolzano conquista l’oro: 4.983 mq di pannelli, tanto per fare un paragone Barcellona è ad una distanza siderale: 26.181 mq (nel 2000 erano dieci volte meno).

Joan Clos che è stato sindaco di Barcellona dal 1997 al 2006, ha detto durante il suo mandato: “Sto lavorando per una città coesa, aperta, importante e convinta del suo giusto ruolo nel contesto mondiale. Una città civile, impegnata per la pace. Una città dove ognuno possa sviluppare il suo progetto personale e dove ognuno trovi l’aiuto necessario per migliorarsi. Una città dove essere felici non sia un’utopia”. Credo che anche Bologna possa meritarsi un futuro di questo genere!

Ecco la spiegazione tecnica della  proposta:

Un regolamento edilizio “Stile Barcellona”

Un Regolamento Edilizio ricco di prescrizioni ed indicazioni fortemente orientate alla sostenibilità è la base per costruire una città nuova e proprio nelle scorse settimane è stato approvato il nuovo regolamento edilizio urbano del Comune di Bologna.
Al suo interno sono finalmente contenute alcune norme che guardano al futuro.

Ecco le linee guida di intervento per quanto riguarda la strategia relativa al risparmio energetico, con un triplo vantaggio.

Obiettivi in sintesi ed aspetti economici:

I settori civile come il residenziale e terziario, assorbono mediamente nell’UE più del 40% delle fonti energetiche.
Intervenire sui consumi, riducendo da un lato la domanda attraverso la promozione del risparmio energetico e diffondendo l’uso delle fonti energetiche rinnovabili rappresenta l’unica strategia vincente.
Il concetto di “qualità energetica degli edifici”, per non rimanere un’astrazione, deve essere attuato attraverso strumenti operativi,
qui i 12 punti fondamentali, già introdotti anche in alcuni comuni italiani, che si ispirano al modello della città di Barcellona:

1. Illuminazione spazi esterni: flusso luminoso orientato verso il basso per evitare l’inquinamento luminoso.
2. Diritto al sole: nelle nuove costruzioni si deve tenere conto di distanze sufficienti a garantire un corretto soleggiamento delle superfici esposte.
3. Porticati aperti al pubblico transito: illuminazione con lampade a ridotto consumo energetico.
4. Riduzione degli effetti del Radon: garantire una ventilazione costante su ogni lato del fabbricato.
5. Impianti elettrici per illuminazione: impiego di dispositivi di controllo/regolazione dei consumi (interruttori a tempo, sensori di presenza, sensori di illuminazione naturale, ecc).
6. Controllo temperatura ambienti: nella stagione fredda compresa fra 18°C e 22°C; installazione di sistemi di regolazione locali (valvole termostatiche, ecc) agenti sui singoli elementi riscaldanti. Le valvole termostatiche sono sistemi di regolazione locale che, agendo sui singoli elementi radianti, mantengono la corretta temperatura degli ambienti riscaldati, specie in presenza di apporti gratuiti, esterni e interni.
7. Caldaie a condensazione: nei nuovi edifici o in quelli per i quali è prevista la ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento, è resa obbligatoria l’installazione di caldaie a condensazione, generatori di calore a gas che consentono di produrre calore con un consumo di combustibile ridotto.
8. Collettori solari per la produzione di acqua calda: installazione negli edifici adibiti a residenza con tetto piano o sulle falde esposte a sud, sud-est o sud-ovest. L’mpianto a pannelli solari termici deve essere dimensionato in modo da coprire l’intero fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, nel periodo in cui l’impianto di riscaldamento è disattivato (copertura annua del fabbisogno energetico superiore al 50%).
9. Contabilizzazione del calore individuale: quindi spesa energetica
dell’immobile ripartita in base ai consumi reali effettuati da ogni singolo
proprietario.
10. Consumo di acqua potabile: contabilizzazione individuale; adozione di dispositivi per la regolazione del flusso di acqua dalle cassette di scarico dei gabinetti; utilizzo delle acque meteoriche per l’irrigazione del verde pertinenziale e per i servizi condominiali.

Entrando maggiormente ne detaglio: Il livello minimo di applicazione della nuova disposizione era attestata in base al parametro di valutazione della quantità di acqua consumata dall’edificio: 4000 litri al giorno.Il coefficiente è stato abbassato a 2000 litri. Le norme previste dall’ordinanza sono state rimodulate nell’ultimo periodo, abbassando il livello di quantità da 4000 a 2000 litri al giorno di consumo di acqua.

11. Realizzazione di strutture di tamponamento: Pareti verticali, coperture con un livello di isolamento termico superiore a quello minimo previsto dal regolamento nazionale allo scopo di ridurre il consumo di energia nella stagione invernale (la norma riguarda sia gli edifici nuovi, sia gli edifici che devono essere ristrutturati per esempio nel comune di Carugate (Mi) esempio in Italia è stato aumentato l’indice di coibentazione, da 0,28, secondo la disposizione legislativa esistente, a 0,40: una scelta questa, che dispone una forte prevenzione della dispersione gravosa di energia dell’edificio e di miglioramento non indifferente della qualità acustica.
12. Utilizzo vetri doppi: nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni di
facciate.

Poi altri suggerimenti previsti, ma facoltativi:

1. Serre bioclimatiche e logge aventi lo stesso scopo, muri ad accumulo, muri di Trombe: sono considerati volumi tecnici e quindi non computabili ai fini volumetrici
2. Tetto verde piano o inclinato: miglioramento dell’inerzia termica estivo – invernale e drenaggio del deflusso delle acque meteoriche.
3. Pannelli radianti integrati nei pavimenti o nelle solette: condizioni di comfort elevate con costi di installazione competitivi.
4. Superfici trasparenti: per le nuove realizzazioni orientamento entro un settore di ± 45° dal sud geografico e applicazione di schermature.
5. Pannelli solari fotovoltaici: allacciati alla rete elettrica di distribuzione.
6. Materiali naturali e finiture bio-compatibili: impedire l’immissione e il riflusso dell’aria e degli inquinanti espulsi e, per quanto possibile, la diffusione di esalazioni e di sostanze inquinanti dalle stesse prodotte.
7. Consumo di acqua potabile: adozione di sistemi che consentano
l’alimentazione delle cassette di scarico con le acque grigie provenienti dagli scarichi di lavatrici, vasche da bagno e docce.

Nell’elaborazione delle proposte contenute nel Regolamento si sono fatte delle valutazioni economiche. In particolare si è analizzata l’incidenza del sovra costo indotto dal miglioramento qualitativo degli edifici dal punto di vista energetico e l’effetto di riduzione del consumo di energia.
Considerando un edificio di tipologia classica (edificio a schiera di 3 piani), attuando i soli interventi obbligatori, ad esclusione delle caldaie a condensazione, si ha un sovra costo inferiore al 3% rispetto a quello base (il confronto è con un edificio nuovo realizzato secondo le attuali normative). Gli interventi consentono di ridurre il consumo energetico complessivo (riscaldamento e acqua calda) di almeno 25%. Ai costi attuali dell’energia i maggiori investimenti si ammortizzano in un periodo di circa 8 anni ed il reddito medio dell’investimento, considerando un periodo di durata degli interventi di 20 anni, è pari a circa il 7% .
L’analisi non considera gli aspetti ambientali, che potrebbero essere monetizzati, e non tiene conto dei possibili aumenti del costo dell’energia che renderebbero ancora più vantaggiosi gli interventi. Non si sono infine considerati i possibili contributi nazionali e regionali e le defiscalizzazioni degli interventi.

Continuando a seguire le esperienze virtuose di altre amministrazioni comunali crediamo che si debba promuovere un accordo volontario con gli operatori del settore e con le categorie interessate (associazioni di consumatori, professionisti, costruttori, produttori, ecc.) al fine di promuovere una corretta applicazione di questo Regolamento nell’interesse dei cittadini. Attraverso questa azione, agevolata dal processo di Agenda 21 locale, è ipotizzabile ottenere condizioni economiche ancora più vantaggiose e, comunque, garantire che i sovra costi non siano superiori rispetto a quelli effettivamente stimati. Infine per concludere parliamo anche delle sanzioni che vengono comminate a chi infrange queste regole e sono molto salate in quel di Barcellona: da 6.000 a 60.000 €. Scelta che ha convinto tutti, cittadini e costruttori ad adeguarsi velocemente!


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