RESPIRARE BOLOGNA

Il Blog di Filippo Bortolini

Caro Favia ti scrivo….

Pubblicato da filippobortolini su 10 settembre 2010

Qualche mese fa ho pubblicato un post intitolato ‘Favia si raddoppia lo stipendio in un paio di mesi: predica bene e  razzola…??’ si trattava della mia analisi su alcune delle prime azioni controverse dei consigliere a ‘5 stelle’ eletti nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.

A seguito del post ho ricevuto una lettera di Giovanni Favia dove mi si chiedeva di fare alcune rettifiche e che vado a pubblicare per correttezza. Sempre per correttezza nei confronti dei lettori però farò alcune precisazioni e alcuni commenti con la penna ‘verde’ :-)     Buona lettura

Scrive Giovanni Favia:

Caro Filippo,

non ho ancora avuto occasione di farti pubblicamente le mie congratulazioni per la tua recente nomina a Segretario della Federazione dei Verdi di Bologna. Permettimi di cogliere quest’opportunità per augurarti un buon lavoro per questo tuo nuovo incarico. Ti scrivo perché anch’io seguo le tue iniziative, come sai bene, con interesse. Qualche settimana fa, però, ho trovato sul tuo blog un post che contiene alcune inesattezze, gravemente lesive dell’immagine del nostro MoVimento. Sono certo che vorrai pubblicare queste mie precisazioni, per un’informazione completa nei confronti dei tuoi lettori.
1 –La mia candidatura in Regione è avvenuta attraverso un’elezione primaria che ha coinvolto tutta la base del MoVimento. La proposta è partita dal gruppo di Bologna, che mi ha chiesto di candidarmi dopo un lungo dibattito interno. Ho sentito la fiducia delle persone per una sfida più grande, e ho accettato.

Favia continua a sostenere questa versione, ma basta fare una piccola e veloce ricerca su internet per scoprire che quello che avevo raccontato nel post è solo la verità, ovvero che il candidato era stato scelto molto tempo prima, senza primarie, dallo stesso Beppe Grillo come si evince dalle parole del comico genovese pubblicate sul suo blog  l’ 8 novembre 2009, dove Grillo dice chiaramente:

“Il Movimento è in fase di formazione e i tempi elettorali stringono. Per questo mi prendo la responsabilità di presentare i due candidati per Campania e Emilia Romagna: Roberto Fico e Giovanni Favia. Ho ascoltato molte voci nelle due Regioni e mi sembrano i candidati ideali. In futuro, dopo le Regionali, con le iscrizioni on line al Movimento, ogni scelta, ogni candidato,ogni punto del programma sarà votato dagli iscritti on line. Ognuno conta uno nel Movimento.”

Continua Favia:
2 – Alle Regionali 2010 ero capolista sia a Modena che a Bologna che a Reggio. La decisione, presa dal comitato interprovinciale è stata necessaria per via di una legge elettorale regionale “bizzarra” che non prevede, dal “secondo posto” in poi, a differenza di ciò che accade nei comuni, l’elezione automatica, una volta superato il quorum, del candidato presidente. L’idea del MoVimento è stata quella di selezionare con grande cura colui o colei rappresenterà le nostre idee in regione. Sappiamo come molte persone una volta elette, “saltino di poltrona” o si vendano alla maggioranza per una bistecca….  All’indomani del voto, avendo ottenuto più voti di preferenza di tutte e tre le province ed avendo ottenuto il seggio in due di queste, avevo secondo la legge facoltà di scegliere quale seggio accettare. Anziché farlo senza consultarmi con nessuno, ho preferito seguire le linee del MoVimento, e sottoporre questo secondo consigliere al vaglio della base,  condividendo il metodo con tutto il MoVimento regionale, nessuna provincia esclusa.
Questo percorso ha visto affermarsi nettamente Andrea Defranceschi, ed io ho preso quindi il seggio di Modena.

Favia si difende così anche se sa perfettamente che un numero imprecisato di aderenti al meetup di Modena ha protestato pesantemente. La mia impressione è, e rimane, che la scelta naturale  sarebbe dovuta essere quella indicata dalle urne e cioè un eletto bolognese (Favia) e un eletto modenese (Poppi).
Ammesso che il “confronto democratico” via web ci sia stato, Favia non può negare che la scelta è avvenuta tramite la mediazione di un “organismo rappresentativo”, che l’articolo 4 del cosiddetto ‘Non Statuto’ del movimento a 5 stelle raccomanda di evitare. Si è sottratto di fatto “alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo”, il motto del M5S non era “ognuno conta uno”? In questa occasione sembra che i risultati di un’assemblea di pochi abbiano invece prevalso sulle scelte degli elettori.
Non concordo nemmeno che la colpa sia da attribuire al tipo di legge elettorale regionale, ovvero che solo la legge elettorale avrebbe spinto il movimento a candidare Favia nelle tre circoscrizioni: Bologna, Modena e Reggio; poiché in Piemonte pur potenzialmente di fronte allo stesso problema i diversi candidati a ‘5 stelle’ si sono comportati in maniera diametralmente opposta dimostrandosi più efficienti, equi ed efficaci che a Bologna. Favia si è poi giustificato dicendo: «il consigliere regionale non è di Modena o di Bologna, dobbiamo uscire da questi piccoli campanilismi, il consigliere regionale deve essere una persona affidabile e capace, al servizio di tutto il territorio …». Può essere una riflessione condivisibile, ma credo che la scelta del legislatore di voler garantire la rappresentanza territoriale delle province sia una scelta utile a riavvicinare la politica ai diversi territori della nostra regione.

Continua Favia:
3 – Effettivamente è vero, ho detto che con 1300/1400 ci vivevo benissimo. Quella era, più o meno, la cifra che percepivo da Consigliere Comunale e mi bastava. Non ho però mai detto che avrei percepito proprio  tale somma, sempre ripetendo che “a decidere sarebbero stati gli elettori e i sostenitori del Movimento”. E così è stato: il mio stipendio e quello del collega Defranceschi, attraverso una sperimentazione politica mai avvenuta prima in queste terre, è stato fissato in 2.500 € da una riunione aperta a tutta la Regione, dove gli elettori hanno deciso come pagare i loro eletti, convocata per il 17 Giugno 2010. Tante persone hanno potuto esprimere liberamente e pubblicamente il proprio parere.

L’intervista a Luca Telese è ancora li nero su bianco (sul suo blog)….e a detta dello stesso giornalista, che ho contattato via mail, non è mai arrivata da parte di Favia nessuna richiesta di smetita o di retifica. Dunque?

Continua Favia:
4 – Nessuno qui da noi paga “il pizzo” al partito, anche perché il MoVimento 5 Stelle NON è un partito. Non ci sono tessere, non ci sono capi, non c’è una struttura clientelare da mantenere. Il denaro che noi Consiglieri non ritiriamo dalle nostre buste paga (anche questo è stato deciso nella serata del 17 Giugno) servirà per coprire eventuali spese legali dei nostri attivisti impegnati nelle battaglie di legalità, o per organizzare incontri informativi con la popolazione, o a finanziare le campagne elettorali locali. Il MoVimento ha infatti RINUNCIATO a oltre 800.000 € in 5 anni di rimborsi elettorali, mantenendo fede all’impegno preso in campagna elettorale. Crediamo che i rimborsi elettorali siano un furto, visto che un referendum ha stabilito che il finanziamento pubblico ai partiti dovesse sparire, e i rimborsi altro non sono che la stessa cosa cui è stato dato altro nome.

Anche in questa occasione Favia continua a sostenere una tesi abbastanza bizzarra e cioè che il suo contributo economico al M5S è lecito mentre il contributo degli altri eletti al proprio partito di riferimento sia un ‘pizzo’. Qual’è però la differenza visto che i partiti con quelle risorse finanziano, come il M5S , eventuali spese legali dei propri attivisti impegnati nelle battaglie di legalità, o per organizzare incontri informativi con la popolazione, o a finanziare le campagne elettorali locali? Non ci possono essere due pesi e due misure!

Conclude Favia:
Caro Filippo, grazie ancora della replica che vorrai pubblicare. Mi hai detto che anche tu segui attentamente la nostra attività. Spero quindi che vorrai essere al nostro fianco in molte battaglie, come contro il People Mover, Passante nord, il consumo di suolo, gli inceneritori, le turbogas etc etc che so essere importanti per tutta la rete ambientalista della nostra regione.

In bocca al lupo, Giovanni Favia

Caro Giovanni, in bocca al lupo anche a te e ricordati che noi Verdi quelle battaglie le facciamo da due decenni in Italia – io 13 anni per motivi di anagrafe :-)  e non siamo tutti dei corrotti o poltronari.

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2 Risposte a “Caro Favia ti scrivo….”

  1. jolek ha detto

    bravi a entrambi. a te filippo perché indaghi sul luogo comune (i grillini che sono “diversi” dagli altri partiti) e a favia che ti risponde via mail (la democrazia “dal basso” imponeva a favia di riponderti sul blog, ma meglio che niente ;). ne esce cosi’ un bello scambio che fa bene non solo al lettore, ma anche (e sopratutto) alla democrazia. la mia fuga dal meetup di bologna la dice lunga su come la penso del movimento 5 stelle. ma non voglio esser prevenuto. segnalo solo che tutto questo grillo l’aveva preannunciato nella prefazione di “regime” (travaglio – gomez). e visto che, come tu sai, non credo nlle sfere di cristallo, posso solo credere che questo sia un progetto politico programmato a tavolino. (con l’apporto (indispensabile) di gianroberto casaleggio).

  2. [...] LinkedIn [...]

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