Terza puntata per “Respirare Bologna”: Il cohousing come nuovo metodo di abitare insieme e ancora ‘REB’ la Rete Ecologista Bolognese
Pubblicato da filippobortolini su 26 ottobre 2009
(Nella foto l’Eastern Village Cohousinguna una vera green community, localizzata nel cento di Silver Spring, nel Maryland – USA)
Continua il viaggio di ‘Respirare Bologna’ nel mondo dell’ecologia sulle frequenze sostenibili di RadioCittàFujiko. Negli studi di via Giambologna avremo come ospite Roberta Rendina portavoce dell’associazione bolognese E’/co-housing.
Il termine cohousing è utilizzato per definire gli insediamenti abitativi composti da abitazioni private corredate da ampi spazi destinati all’uso comune ed alla condivisione tra i cohousers. Tra i servizi di uso comune vi possono essere ampie cucine, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet-cafè, biblioteca ed altro.
Di solito un progetto di cohousing comprende dalle 20 alle 40 famiglie che convivono come una comunità di vicinato (vicinato elettivo) e gestiscono gli spazi comuni in modo collettivo ottenendo in questo modo risparmi di costi e benefici di natura ecologica.
Il cohousing nacque in Danimarca verso la fine degli anni 60′ da allora vi è stata una progressiva diffusione negli Stati Uniti e nel resto dell’Europa. Il cohousing si impone oggi come strategia di sviluppo sostenibile in grado di dare benefici sul piano sociale ed ecologico; se da un lato, infatti, la condivisione di spazi, attrezzature e risorse agevola la socializzazione e la cooperazione tra gli individui, dall’altro questa pratica, unitamente ad altri “approcci” quali la costituzione di gruppi d’acquisto interni, favoriscono il riparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale di queste comunità.
Oltre a questo primo argomento parleremo anche di ‘REB’ la rete ecologista bolognese, un network che vuole promuovere a Bologna e dintorni politiche degne di una metropoli europea, per migliorarne l’ambiente e per approdare ad un’agenda di azioni concrete, possibili, realizzabili.
La Rete Ecologista Bolognese con il suo Progetto Locale si propone di promuovere e divulgare la conoscenza e l’affermazione della “questione ambientale” per la sua funzione centrale rispetto alla crisi, non solo ambientale ma anche sociale e finanziaria, indotta dal neoliberismo economico.
Il Progetto Locale è un’alternativa strategica al processo di distruzione del territorio, dell’ambiente, delle culture e alle forme di globalizzazione che sfruttano i territori come strumento economico.
In questa ottica il Progetto locale diventa un progetto sociale e politico per la riconquista di un mondo plurale, fatto di relazioni tra uomo, ambiente e storia, e proprio nella storia di un luogo, di un territorio, riconosce se stesso e acquista forza di contrapposizione contro le forze distruttive delle culture locali.




